Superbonus 110%. Quali vantaggi e come beneficiarne

Il Superbonus 110%, introdotto dal Decreto Rilancio, rientra tra i bonus pensati per l’edilizia sostenibile e per migliorare l’efficienza energetica dell’abitazione, entrando nella stessa ottica dell’Ecobonus al 50% o 60%, del Sisma Bonus e del Bonus Ristrutturazione.

Questa disposizione legislativa, introdotta dalla Legge di Bilancio e valida fino al 30 giugno 2022, prevede un bonus vantaggioso che offre un risparmio del 110% della somma spesa per migliorare di due classi l’efficienza energetica della propria abitazione.

Ma come funziona il Superbonus 110%, chi sono i beneficiari e quali gli interventi permessi? Scopriamolo insieme.

Superbonus 110%: per migliorare l’efficienza energetica

Uno dei principali obiettivi del Superbonus 110% è migliorare l’efficienza energetica di un’abitazione o condominio. Riuscendo così a diminuire anche l’impatto che hanno i sistemi di riscaldamento e raffrescamento delle abitazioni sull’ambiente.

Questo vantaggio dal punto di vista dell’ecosostenibilità si traduce anche in benefici dal punto di vista economico non solo per i proprietari dell’abitazione, ma anche per i professionisti che devono acquistare prodotti e materiali specifici, che rientrano nell’ambito del decreto.

Usufruire del Superbonus con il Gruppo Sacchi permette di ottenere dei vantaggi specifici in termini di prezzo e di supporto, in quanto l’azienda si occupa d’offrire condizioni vantaggiose ai professionisti per l’acquisto di materiali elettrici previsti dal bonus 110%.

Il catalogo del materiale elettrico del Gruppo Sacchi offre ampia disponibilità di prodotti che servono a realizzare vari interventi per la ristrutturazione e la riqualificazione dell’edificio. Inoltre, l’azienda offre una consulenza tecnica specializzata, aiutando i professionisti e non, nella gestione delle pratiche per la cessione del quinto in modo semplificato.

Quali sono gli interventi da poter svolgere con il Superbonus 110%?

Il Superbonus 110% da accesso a tutti quegli interventi che permettono di abbassare di due classi l’efficienza energetica dell’abitazione o del condominio.

Infatti, per accedere all’agevolazione è necessario inviare all’Enea, il documento Ape (Attestato di Prestazione Energetica) che dev’essere presentato da un tecnico abilitato che deve dimostrare il miglioramento in termini di efficientamento energetico.

I lavori previsti nel Superbonus 110% richiedono che si effettuano degli interventi principali: il cappotto termico esterno e/o sostituzione dell’impianto elettrico centralizzato.

Se si effettua uno di questi lavori, o entrambi, è possibile poi accedere all’agevolazione del 110% da ottenere come rimborso Irpef o da usare mediante la cessione del credito d’imposta, anche per l’acquisto di materiale e lavori accessori.

Tra questi lavori ci sono: installazione degli infissi e porte, installazione di pompe di calore, fotovoltaico, sistemi di accumulo, scaldacqua a PDC, colonnine per la ricarica elettrica dell’auto, schermature solari, building automation, microgeneratori, caldaie a condensazione eccetera.

Superbonus 110%: chi può usufruirne?

Il Superbonus 110% è di certo una buona opportunità per avere una casa, o un condominio, che sia più efficiente dal punto di vista energetico, permettendo un netto risparmio sulle bollette sia per il riscaldamento sia per il raffrescamento dell’abitazione.

Quest’agevolazione alla quale si potrà accedere fino al 2022, prevede specifici soggetti beneficiari tra i quali ci sono: le persone fisiche, i condomini, le case popolari, le cooperative a proprietà indivisa, le organizzazioni no-profit, le società sportive e associazioni di promozione sociale.

Tutti questi soggetti possono usufruire del Superbonus 110%, a patto che le abitazioni non rientrino in specifiche categorie catastali considerate di lusso, come l’A1, la A8 e la A9.

Per quanto riguarda i limiti invece, è previsto per chi effettua il cappotto termico come intervento principale, un rimborso massimo sui costi pari a 50 mila euro su unità immobiliare unifamiliare, fino a 40 mila euro per singolo appartamento se l’edificio è composto da 2 a 8 unità immobiliari, e infine fino a 30mila euro per unità se l’edificio ha più di 8 unità immobiliari nel complesso.

Se l’intervento trainante invece è la sostituzione dell’impianto termico centralizzato i costi vanno dai 30mila euro (per unità unifamiliari), 20mila euro (per condomini da 2 a 8 unità) ai 15mila euro (per condomini da 8 unità immobiliari in su).

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