Edilizia. Per la filiera è più facile fare sistema con il facilitatore dell’integrazione

(foto Federico Suzzani)

Mentre, nella Sala Colucci della sede di Confcommercio di Milano, alle sue spalle veniva proiettata la frase che racchiude tutti i concetti cardini della federazione, ovvero, «Noi, insieme, con la capacità di innovare, creare posti di lavoro e far crescere il sistema delle piccole-medie imprese, siamo il motore di nuove città che mettono al centro di uno sviluppo sostenibile l’uomo», Giuseppe Freri, presidente Federcomated ha dato il via al 37esimo meeting associativo chiedendo ai partecipanti un minuto di silenzio in memoria di Giorgio Squinzi e Adriana Spazzoli a cui il presidente dell’associazione dei rivenditori di materiali edili era legato sia personalmente sia professionalmente.

(foto Federico Suzzani)

Un legame condiviso da tutta la platea che aveva avuto nell’ex presidente di Confindustria e patron di Mapei e in sua moglie, interlocutori colti e illuminati che hanno contribuito a far crescere il Paese.

Facilitatori dell’integrazione

Il video girato in alcuni store e proiettato in sala ha fatto emergere gli ambiti in cui la distribuzione italiana sta puntando: innovazione, cooperazione e progetti comuni, formazione, etica e passione.
«Il magazzino edile al centro della filiera delle costruzioni è il titolo del convegno di oggi e filiera – ha detto Freri – significa l’insieme delle relazioni tra tutti gli attori.  Oggi la filiera deve essere integrata, connessa, sicura e deve creare valore per determinare uno sviluppo sostenibile e competitivo. È necessario creare una catena del valore, è importante superare l’approccio azienda-centrico, promuovendo una visione in cui la produzione di valore si determina grazie alla sinergia di una costellazione di protagonisti: produttori, rivenditori, professionisti, imprese, istituzioni locali e nazionali, e società civile che operano in un ecosistema territoriale.
Bisogna identificare e mettere a disposizione reciprocamente le proprie leve di valore, come la conoscenza, l’infrastruttura, i sistemi di gestione, il marketing e la comunicazione.
Usciamo dalla logica cliente/fornitore. Bisogna fare sistema perché l’innovazione si attua con uno scambio di conoscenza in cui il distributore diventa il facilitatore dell’integrazione. Produttori, imprese, professionisti possono contare su di noi perché siamo il punto di connessione qualificato tra loro e l’utente finale. Siamo noi che possiamo snellire il flusso operativo dei lavori, ricavando vantaggi in termini di tempo e di costo».

L’associazione per il bene comune

Il presidente di Federcomated ha poi parlato dell’importanza di far parte dell’associazione politico-sindacale che fa capo a Confcommercio il cui presidente, Carlo Sangalli, presente in sala, si confronta spesso con il Governo per le tematiche che riguardano il settore.

(foto Federico Suzzani)

Ad esempio, sul decreto crescita, diventato legge – che contiene la norma secondo cui il soggetto avente diritto alla detrazione relativa all’ecobonus e al sisma bonus possa optare per un contributo di pari ammontare sotto forma di sconto anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi, norma che sta creando problematiche all’interno del settore danneggiando le piccole medie imprese – Carlo Sangalli, intervenuto subito dopo Freri, ha dichiarato «Confcommercio aveva individuato due strade per evitare le distorsioni del mercato, dovute al fatto che solo le imprese più strutturate possono permettersi di recuperare il credito in diversi anni. La prima vede la cessione del credito alle banche, ma questa ipotesi ha incontrato una forte opposizione dell’Abi, la seconda è costituita dall’abrogazione della norma e Confcommercio ha presentato un emendamento in questo senso».

Un significativo intervento quello di Sangalli e commosso, quando ha ricordato la triade Squinzi – De Albertis- Sangalli che ha attivato un solido percorso di collaborazione fattiva mettendo insieme tre mondi che prima non interloquivano tra loro.

Colmare i “vuoti di senso” con equilibrio e moderazione

Sangalli ha anche fatto riferimento alla responsabilità valoriale, oltre che a quella imprenditoriale, legata ai corpi intermedi. «Abbiamo vissuto una stagione difficile di “disintermediazione spinta” della politica – ha detto Sangalli -, aver tenuto ai margini i copri intermedi ha creato dei “vuoti di senso” che vanno colmati con equilibrio e moderazione che hanno sempre caratterizzato la nostra confederazione. Questa è una scelta di merito e di lavoro che appartiene alla stagione di questa Confcommercio che è una rappresentanza “in movimento” chiamata a cogliere tutti i passaggi che la nostra società impone e a viverli. La nostra è una maratona ma sono convinto che sia uno sprint per il marketing associativo perché il nostro impegno deve essere fatto conoscere agli associati».

(foto Federico Suzzani)

Sangalli ha poi sottolineato come l’impegno di Confcommercio abbia contribuito significativamente a scongiurare l’aumento dell’Iva che avrebbe scatenato una gravissima ingiustizia sociale «Siamo consapevolmente orgogliosi del fatto che se non vi fosse stata Confcommercio, che in alcuni passaggi era rimasta sola, anche quando era stata tentata da parte del Governo la rimodulazione, l’aumento dell’Iva sarebbe scattato. E dico questo non per avanzare diritti di primogenitura, ma perché venga compresa l’importanza della confederazione e l’importanza dei nuovi associati che qualificano la rappresentanza e il ruolo dei corpi intermedi».

Rigenerazione urbana e rigenerazione umana

Sangalli dichiarato la necessità di ridurre i vizi strutturali della nostra economia, puntare sulla legalità e sulle infrastrutture e abbattere la burocrazia e il carico fiscale. «Il vero problema è quello della crescita che si risolve mobilitando risorse già assegnate ed effettuando nuovi investimenti. Oggi le imprese non hanno bisogno di una tassa in più, ma piuttosto è necessario, come da tempo Confcommercio richiede a livello europeo, una regolamentazione del mercato, soprattutto quello digitale. Perché non è equo, non è giusto e non è etico che un piccolo commerciante abbia un carico di tasse molto più alto delle multinazionali del web. E dobbiamo puntare sulla rigenerazione urbana, bellissimo modo per dire innovazione che non significa buttare via il passato, ma riguardarlo con occhi nuovi. Innovazione che nobilita l’esistenza e migliora la vita. Così la rigenerazione urbana diventa rigenerazione umana che avrà ricadute positive anche per le prossime generazioni».

(foto Federico Suzzani)

Sostenibilità, digitalizzazione, qualità, rigenerazione urbana e bellezza

A prendere la parola dopo Carlo Sangalli è stata, introdotta da Mario Verduci, segretario generale di Federcomated e moderatore dell’evento, Gloria Domenighini, direttore generale di Ance Milano Lodi Monza Brianza.

Gloria Domenighini, direttore generale di Ance Milano Lodi Monza Brianza

«Sono lieta di portare i saluti di Assimpredil Ance e del presidente Marco Dettori al vostro meeting associativi – ha detto Gloria Domenighini -. La filiera delle costruzioni è una filiera cardine per il paese, è una filiera articolata e complessa, che è chiamata a un grande processo di cambiamento e innovazione.
Alcune parole d’ordine reggono questo cambiamento: sostenibilità, digitalizzazione, qualità, rigenerazione urbana e bellezza. Ma noi tutti sappiamo che il vero cambio di passo, la leva che ci permetterà di affrontare le sfide del futuro si può attivare solo attraverso la connessione, la collaborazione e la condivisione. È una sfida che siamo pronti a giocare insieme alle componenti strategiche della filiera e certamente il magazzino edile è uno snodo fondamentale, è una componente in grado di agire come facilitatore del trasferimento di conoscenze e di competenze per la scelta dei materiali e delle tecnologie.
Oggi abbiamo festeggiato i 100 anni della nostra Cassa Edile di Milano Lodi Monza e Brianza, abbiamo ripercorso la storia che ci ha portato ad essere un settore all’avanguardia in Italia nell’assistenza e affiancamento dei lavoratori e delle imprese. Dopo più di un decennio buio, c’è voglia di ritornare con orgoglio a parlare di costruzioni, di rigenerazione urbana e qualità dei luoghi di vita e di lavoro. Se insieme, anche nella collaborazione positiva tra sistemi di rappresentanza, i corpi intermedi, sapremo cogliere l’opportunità che ci riserva il futuro, molte altre pagine potranno essere scritte e il modello Milano potrà essere ancora un punto di partenza per il nostro Paese».

I nuovi possessori del patrimonio immobiliare

Luca Berardo, presidente di Sercomated

Dopo questi importanti contributi, Mario Verduci ha passato la parola a Luca Berardo, presidente di Sercomated che, dopo aver presentato alcuni dati relativi al mercato, ha sottolineato che «oggi si presentano, nel comparto dell’edilizia, nuovi scenari: durante il primo ciclo dell’ambiente costruito si sta assistendo al passaggio da tanti a pochi possessori del patrimonio immobiliare. E c’è da chiedersi chi deterrà il patrimonio immobiliare e in quali forme e quali vantaggi potranno derivarne. I nuovi possessori del patrimonio immobiliare sono società e gruppi d’acquisto o fondi. Comprano con strumenti innovativi, analizzano la domanda e rinnovando l’offerta vendendo o mettendo a reddito. In numero, questi soggetti, saranno di meno degli attuali, ma più qualificati, si occuperanno del rinnovo del patrimonio, del social housing, della gestione dei prezzi e incagli, del controllo delle manutenzioni e creeranno delle lobbies».

La nuova domanda e il Progettista sistemico

Entra poi nello specifico di questo primo ciclo dell’ambiente costruito, Luca Berardo, determinato dal fatto che la riqualificazione del patrimonio esistente si attesta intorno al 70% del valore della produzione del settore edile che deve ormai essere letto attraverso l’integrazione tra costruzione, impianti e servizi, cioè attraverso l’integrazione completa della filiera. Ma non solo. Questo 70% riguarda l manutenzione ordinaria e straordinaria del nostro patrimonio (per un totale di circa 120 miliardi) mentre le nuove costruzioni pesano per poco più di 40 miliardi.
«Il mercato della manutenzione ordinaria – ha dichiarato Berardo -, interessa oggi le imprese micro e piccole che operano nel comparto delle finiture e degli impianti che da solo vale circa 2,6 volte il mercato della nuova edilizia residenziale. Questo nuovo ciclo del mercato delle costruzioni vede l’affermarsi di un nuovo tipo di cliente ed è caratterizzato dalla richiesta di ristrutturazione chiavi in mano. Questo trend sottende la necessità di una nuova figura professionale che possa soddisfare le esigenze di questo nuovo cliente “amazzonizzato” che chiede rapidità nei servizi, qualità dell’offerta, costi e tempi certi, chiarezza e trasparenza e che è attento alla reputazione del punto vendita.

Questa nuova domanda non deve trovarci impreparati per questo è necessario lavorare in spazi fisici ed on line, condivisi dove gli operatori della filiera ed i clienti si incontrano ed interagiscono per lavorare insieme. Gli showroom e i magazzini edili dovranno essere degli hub territoriali capaci di mettere e tenere a sistema la nuova filiera delle costruzioni. Dovremo, inoltre, usare strumenti di gestione on line finalizzati al facilitare il dialogo in Bim tra il mondo della progettazione e quello della produzione. Infine, è necessaria la presenza all’interno della distribuzione edile di una nuova figura professionale, il progettista sistemico che diventa il raccordo tra il magazzino edile o lo showroom ed il cliente finale».

La tavola rotonda

Moderata da Mario Verduci, dopo l’intervento di Berardo che ha spiegato nel dettaglio il profilo e il ruolo del Progettista sistemico, la tavola rotonda che è seguita ha visto la partecipazione di Massimo Angelo Deldossi, presidente Ance Brescia e vice presidente Federcostruzioni, Regina De Albertis, presidente dei Giovani Ance, Fabrizio Zaccaron, direttore commerciale di Eclisse, Danilo Guerini Rocco, coordinatore tecnico scientifico del progetto formativo “Progettista Sistemico” ed Edoardo Sabbadin, dell’Università di Parma.

Moderata da Mario Verduci (a sinistra), alla tavola rotonda hanno partecipato Danilo Guerini Rocco, Massimo Angelo Deldossi, Edoardo Sabbadin, Fabrizio Zaccaron e Regina De Albertis

Per Regina De Albertis la distribuzione edile deve esprimere il proprio valore aggiunto nella filiera offrendo una forte specializzazione soprattutto nell’assistenza tecnica e nei servizi logistici. Massimo Angelo Deldossi ha evidenziato come Ambiente, logistica e rigenerazione (quest’ultima anche nella “versione” demolizione e ricostruzione) determineranno il mercato delle costruzioni, in cui è senza dubbio utile lavorare come filiera, senza dimenticare, però attori diventati sempre più fondamentali, come per esempio gli operatori dell’arredo. Fabrizio Zaccaron mette il dito nella piaga dei distributori specializzati, affermando che se è vero che è il cliente ad alimentare l’intera filiera, è anche vero che, questi, quando vuole acquisire delle informazioni inerenti la sua casa sembra rivolgersi sempre più alla Gdo, quindi è con questa che la distribuzione specializzata deve confrontarsi in merito ai servizi offerti ai clienti. Le ulteriori informazioni, da parte di Danilo Guerini Rocco, sul progetto Progettista Sistemico, messo a punto da Sercomated e l’esortazione di Edoardo Sabbadin al mondo della distribuzione affinché analizzi le nuove dinamiche di un mercato in avanzata fase di cambiamento hanno concluso la tavola rotonda.

I riconoscimenti

Come di consueto al meeting è seguita una cena di gala durante la quale sono stati attribuiti i riconoscimenti a due imprenditori della distribuzione.

Da sinistra: Oreste La Stella (presidente Confcommercio Avellino), Giuseppe Freri, Giulio De Angelis e Mario Verduci

A Giulio De Angelis, presidente di Federecomated Avellino e delegato per il Mezzogiorno è stato attribuito il riconoscimento “per l’appassionato impegno sindacale mirato allo sviluppo associativo”. «Grazie al presidente nazionale Giuseppe Freri, al direttore generale Mario Verduci e a tutti i consiglieri nazionali e provinciali della nostra associazione, che mi hanno voluto tributare questo attestato di stima. Un grazie alla struttura provinciale di Avellino della Confcommercio, all’ingegnere La Stella (presente all’evento, ndr), alla giunta provinciale di Federcomated Avellino». Ha dichiarato Giulio De Angelis, coadiuvato ad Avellino da Paola Del Gaudio.

Da sinistra: Giuseppe Freri, Paolo Montini Bellosio e Mario Verduci

Con la stessa motivazione è stato riconosciuto il lavoro svolto dal geometra Paolo Montini Bellosio, imprenditore milanese che, oltre a svolgere il ruolo di Consigliere di Federcomated, è presidente del Comitato Prezzi di Federcomated Milano e fa parte della Commissioni Camerali per i materiali da costruzione e per le opere edili. «Mi fa molto piacere ricevere questo riconoscimento – ha dichiarato Paolo Montini Bellosio – che premia l’impegno per la comunità sindacale e per l’intera categoria. Anche all’interno delle due commissioni di cui faccio parte, stiamo portando avanti un lavoro importante  e impegnativo per tutti noi imprenditori della distribuzione edile di Milano e area metropolitana».

Da sinistra: Veronica Squinzi, Giuseppe Freri, Mario Verduci e Gloria Domenighini

Un omaggio floreale è stato invece riservato a Veronica Squinzi, Global Development Director di Mapei Group e a Gloria Domenighini, direttore generale di Ance Milano Lodi Monza Brianza. Due donne che rappresentano il più alto grado di collaborazione all’interno della filiera dell’edilizia e delle costruzioni.

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