Confronto tra immobili nuovi e usati

(foto Tecnocasa)

Secondo l’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, in questi anni i prezzi delle case nuove hanno comunque subito un ribasso, inferiore a quanto accaduto sulle tipologie usate, e sono state sottoposte ad attività di re-pricing finalizzate a collocare gli immobili sul mercato. Negli ultimi dieci anni le soluzioni nuove hanno perso il 19,7%.

Le abitazioni usate e gli incentivi

Le abitazioni usate, i cui valori sono scesi maggiormente, stanno vedendo una riscoperta grazie agli incentivi per le ristrutturazioni che hanno avuto un ulteriore impulso dal superbonus 110%. La necessità, quasi sempre, di realizzare investimenti di riqualificazione determina un ribasso maggiore dei prezzi in fase di trattativa pari all’8,4%.

Le esigenze post-Covid hanno spinto gli utenti verso un nuovo modo di pensare le abitazioni.

Come sottolinea Daniele Veneri, Ingegnere La Ducale SpA: «In particolare, già in fase di progettazione, puntiamo all’ulteriore ottimizzazione degli spazi sia interni sia esterni. Per quanto riguarda l’interno, sviluppiamo soluzioni che sfruttino al massimo la superficie disponibile, organizzando ogni locale affinché sia funzionale e vivibile, dedicando ad esempio attenzione anche all’ingresso attraverso sistemi che rendano accogliente l’abitazione oltre che a dotarla di vani da sfruttare per riporre oggetti o indumenti».

Prosegue Veneri: «Balconi e terrazzi, particolarmente apprezzati nel post pandemia, abbiamo deciso di renderli ancora più ampi e profondi, a corredo anche di tagli medio-piccoli come i bilocali. Prevista anche la realizzazione di spazi condominiali curati e fruibili in cui svolgere attività di coworking, con idonee protezioni e distanziamenti e con una connessione wifi e fisica dedicata. Gli immobili di nuova costruzione vengono inoltre apprezzati in quanto rispondono a criteri di efficienza energetica che consentono importanti risparmi. Argomento particolarmente attuale è la questione dell’aumento generalizzato del costo delle materie prime. Quest’ultimo aspetto incide infatti in maniera importante sul mercato immobiliare in generale: cemento, ferro, materie plastiche in genere e legno hanno prezzi elevati e difficoltà di reperimento. Tale situazione si ripercuote sulla consegna dei materiali, sull’aumento dei costi di appalto, destabilizzando così in parte i programmi delle società di sviluppo immobiliare e di tutta la filiera dell’edilizia».

 

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