Verso nuovi equilibri

Le priorità del nuovo corso di Made Italia: ridefinire le attività di gruppo in un momento di profonda evoluzione del mercato, offrendo agli imprenditori adeguati strumenti per affinare le proprie strategie commercialidi Stefano Troilo

Del gruppo made fanno parte 16 imprese della distribuzione edile in qualità di soci, più altri 114 aderenti

L’affitto del ramo d’azienda da Casa In alla newco Made Italia, costituita da alcuni imprenditori della precedente compagine, segna ufficialmente l’inizio della nuova “avventura” del gruppo. Obiettivo: riconfigurare l’attività del gruppo facendo leva su quei mutamenti strutturali, finanziari ed etici che interessano il mercato della distribuzione edile. Del gruppo fanno parte 16 imprese della distribuzione edile in qualità di soci, mentre altri 114 sono al momento, solo aderenti. Ne abbiamo parlato con Claudio Troni, direttore marketing.

Oggi è importante offrire competenze e prodotti quando e dove occorrono

Quali aspetti evolutivi del mercato prenderete in considerazione?

«Il mercato si sta ridelineando nell’area circoscritta dalle nuove costruzioni in classe A, dalle ristrutturazioni spesso con miglioramento di classe energetica, dalla social housing di buona classe energetica e low cost. Opereremo affinché i nostri aderenti abbiano tutto ciò che occorre per essere competitivi in questo nuovo mercato».

«Puntiamo al recupero della nostra vocazione di società di servizi, al miglioramento delle competenze commerciali e organizzative delle imprese della distribuzione, al loro ingresso nei nuovi progetti costruttivi».

Claudio Troni Direttore marketing

 

Come inquadrare il tutto nel quadro di evoluzioni economiche globali e della crisi dell’edilizia italiana?

«Un ciclo storico, durato 16 anni, del mercato delle costruzioni è terminato. Il prossimo ciclo avrà poca continuità col precedente per cui sarà necessario per l’imprenditore della distribuzione edile acquisire nuove competenze. Per questo il distributore dovrà scegliere se insistere su strade tradizionali, ormai al capolinea, o imboccarne di nuove. La scelta è retorica: l’unica via è evolvere la propria impresa di distribuzione».

Uno scorcio del punto vendita di Carlo Ferrari e Figli inaugurato nel 2010 sotto l’insegna Made Living

Si riferisce alla bioedilizia?

«A tutto ciò che comporta la massima efficienza energetica. Dovremo andare oltre lo “zoccolo duro” costituito da cemento e ferro, oggi dimezzato poiché si costruisce meno e in modo diverso. La scommessa sta pertanto nel miglioramento delle nostre aziende: il mercato ha ancora molto da esprimere, tenendo conto delle diverse tipicità territoriali».

Sono possibili nuovi ingressi nella compagine sociale?

«Sì. Alcune operazioni dovrebbero perfezionarsi già entro la fine del 2012. Nel giro dei prossimi 12 mesi la compagine dovrebbe raggiungere i 50 soci».

In prospettiva, il gruppo lavorerà a stretto contatto con i fornitori per una serie di attvità condivise

L’aggregazione favorirebbe l’unione di due o più distributori?

«Personalmente la reputo un’opzione interessante di cui si è discusso anche a livello di gruppo. Ma le singole aggregazioni non consentono un’organica politica di miglioramento aziendale. Il nostro percorso punta invece a una maggiore condivisione dei servizi di base».

Ad esempio?

«È noto che la dimensione del magazzino e la sua rotazione sono oggi più che mai un problema per le singole rivendite. Stiamo pertanto ragionando su soluzioni che possano arginare questa situazione. In Lombardia è già nata Edillogistica, composta da alcuni soci del gruppo e altri imprenditori. Speriamo di poter estendere l’esperienza ad altre aree del Paese, onde pervenire a un assetto ideale: punti vendita sul territorio che fanno capo a un magazzino centrale».

A sinistra Alessandro Pagliarini, direttore generale Made, a destra Gianluca Bellini, direttore acquisti Made

AGENDA

In prospettiva, il gruppo lavorerà a stretto contatto con i fornitori per una serie di attività condivise. All’intensificarsi di tali relazioni corrisponderà il potenziamento di quei servizi volti a migliorare la redditività quotidiana delle aziende, individuarne i punti deboli, formarne adeguatamente il personale.

MUOVERSI NEL TERRITORIO

«Non occorre più pensare di vendere qualcosa a chi entra nel punto vendita, bensì essere imprese in grado di muoversi nel territorio, offrire competenza e prodotti quando e dove occorrono, selezionare i clienti, allargare le prospettive da magazzino, come molti titolari definiscono le proprie aziende, a moderna impresa commerciale».

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