Intervista a Mario Verduci, segretario generale di Federcomated

Un nuovo ruolo dei distributori edili nel segno dell’economia circolare

La possibilità di raccolta temporanea dei rifiuti dell’attività edilizia rafforza la centralità dei distributori nella filiera delle costruzioni, offrendo l’occasione di svolgere una concreta funzione anche da punto di vista ambientale e sociale

L’economia circolare – intesa come sistema di processi mirati a trasformare i rifiuti, da scarti da smaltire in materiali utili per produrre nuove generazioni di prodotti – è il paradigma emergente in numerosi settori industriali, compreso quello delle costruzioni.

Abbiamo intervistato, sull’argomento, Mario Verduci, segretario generale di Federcomated. Ecco il suo pensiero.

Mario Verduci, segretario generale Federcomated

«Nelle costruzioni, il progressivo passaggio da cicli produttivi “aperti” a quelli “chiusi” comporta un minor utilizzo di materie prime, consumi energetici inferiori ed emissioni atmosferiche più contenute, perciò si traduce in intuibili vantaggi dal punto economico-ambientale e socio-sanitario.

Lo scorso settembre il legislatore ha introdotto un’importante modifica alla legislazione in materia di gestione dei rifiuti, che rende meno rigido il quadro normativo rispetto ad altri paesi europei e che apre interessanti prospettive per il mondo della distribuzione edile.

Si tratta dell’art. 185 bis, inserito nel testo del Dpr 152/2006 (cosiddetto “Decreto Ronchi”), che prevede la possibilità di effettuare il deposito dei rifiuti da costruzione e demolizione, preliminare alla raccolta, presso le aree di pertinenza dei punti di vendita dei relativi prodotti.

Questa disposizione interessa già da tempo alcune categorie di operatori del commercio. È il caso ad esempio dei rivenditori di elettrodomestici che, a fronte della vendita di un prodotto nuovo, sono chiamati a prendere in consegna i prodotti non più utilizzati dai consumatori, all’interno di aree di pertinenza che fungono da deposito temporaneo.

La nuova legislazione si occupa anche delle condizioni del deposito temporaneo, fra cui il raggruppamento dei rifiuti per categorie omogenee, la cadenza temporale dell’avvio dei rifiuti ai centri di recupero e/o smaltimento, le responsabilità in capo al detentore dei rifiuti e, soprattutto, l’assenza di autorizzazioni da parte delle autorità competenti.

In sostanza, anche grazie al lavoro di informazione e sensibilizzazione nei confronti del legislatore svolto da Federcomated, sono state completamente eliminate le incombenze burocratiche che, in passato, avevano reso complessa e difficoltosa la raccolta temporanea dei rifiuti da costruzione e demolizione.

Per la nostra categoria si tratta di una significativa novità, in grado di restituire positive ricadute legate all’offerta di un ulteriore servizio ai propri clienti, che possono così conferire i rifiuti da costruzione e demolizione nello stesso luogo in cui si riforniscono dei prodotti necessari alla loro attività imprenditoriale.

I distributori che vorranno intraprendere questa attività dovranno solo individuare un sito adeguato al deposito temporaneo, interno al proprio punto vendita e accessibile agli automezzi, e rispettare semplici regole per la corretta gestione del deposito come, ad esempio, installare la relativa segnaletica anche allo scopo di far conoscere ai propri clienti il nuovo servizio svolto.

Si tratta perciò di fare leva su questa importante opportunità non solo per fidelizzare i clienti attuali e per attirarne di nuovi, ma anche per accrescere la reputazione dei singoli punti vendita che, in questo modo, forniranno un servizio di interesse pubblico di significativa importanza per quanto attiene gli aspetti ambientali e sociali».

 

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