Prefa

Un edificio moderno dalle “finestre danzanti”

finestre danzanti
foto di Prefa

L’edificio, ribattezzato con il nome “Finestre danzanti”, è il primo ad essere stato progettato in altezza a Horw, sobborgo di Lucerna. Edifici così alti, in particolare a uso residenziale, sono rari in Svizzera. Le classiche facciate da grattacielo con i loro reticoli stereotipati si addicono agli uffici, per questo era stato escluso il principio del reticolo a priori.

«Chi per primo costruisce qualcosa che si sviluppa notevolmente in altezza è destinato a ricevere critiche anche se, ad essere precisi, qui non si tratta di un grattacielo, ma semplicemente di un edificio alto, di 14 piani, su di una superficie di appena 404 m². Sarebbe troppo piccola per un grattacielo.» Arch. Tilla Theus

danzanti
foto di Prefa

L’architetto voleva piuttosto una facciata dall’aspetto diverso, ammiccante, così, partendo da questo presupposto, ha sviluppato “finestre danzanti”, non allineate, ma nel complesso armoniche. Che si stia in piedi, seduti al tavolo da pranzo o sdraiati sul divano, ovvero da qualsiasi posizione si guardi, le finestre aprono la vista verso l’esterno ad altezza ottimale. 

Scaglie per facciata

La seconda caratteristica d’impatto della facciata è il suo materiale: scaglie 44 × 44 in alluminio. Riflettendo l’ambiente circostante sulla superficie anodizzata dell’alluminio naturale, lasciano intuire quel che accade intorno e rispecchiano le nuvole e i loro spostamenti nel cielo. Un’altra peculiarità sono gli spigoli sporgenti. Partendo dall’ingresso, che bisognava far risaltare, le Scaglie si arrampicano lungo la facciata fino al tetto, che si fonde con la facciata a formare un tutt’uno. 

foto di Prefa

17 000 scaglie su 3100 m² di facciata

L’esecuzione è stata affidata a Martin Amstutz e ai suoi installatori della Abdichtungsbau Durrer AG. Il compito: montare 17 000 scaglie su 3100 m² di facciata con 352 finestre.

“L’opera inizia con la pianificazione dei lavori, Nella fase di montaggio abbiamo iniziato con quattro operai in cantiere, saliti poi a otto e nei periodi di punta addirittura a 16. La misurazione della sottostruttura, il montaggio delle mensole, degli angolari e del cappotto coibentante hanno richiesto parecchio tempo. È stato solo con la posa dei telai delle finestre che si è raggiunta la prima pietra miliare. Ciascuno aveva il proprio target, ogni installatore ha ricevuto un briefing specifico. Un piano, un lato, un giorno: questa la formula. Per orientarsi abbiamo utilizzato una linea verticale immaginaria, che ci ha dato sicurezza”, Martin Amstutz.

Un prototipo per supporto

Prima di poter montare le scaglie Prefa si sono dovuti fissare i profili a doppio omega con rivetti Würth, un sistema perfettamente calzante per la sottostruttura e la facciata. Così facendo si è sviluppato un prototipo con cui si sono potute fare prime esperienze. Dopo aver montato la struttura di base, gli operai hanno cominciato a posare le scaglie partendo dal basso e risalendo man mano verso la sommità.

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foto di Prefa

Scaglia 44 

Con il grande formato, Scaglia 44 enfatizza l’estetica delle superfici e le protegge, senza rinunciare alla leggerezza che caratterizza tutti i sistemi in alluminio Prefa. Il sistema di montaggio, con listello di fissaggio integrato e a scomparsa, permette una posa rapida e ottimizzata, mentre le grandi dimensioni semplificano la posa su superfici estese come quella dell’edificio di Horw.

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