Tegole e coppi. Piccoli, ma indispensabili

(foto San Marco Terreal)
(foto San Marco Terreal)

La copertura tradizionale di un edificio è composta da una o più superfici piane e inclinate, chiamate falde o spioventi, che appoggiano sul muro perimetrale del fabbricato in corrispondenza dei diversi lati della facciata. L’efficienza del complesso della copertura, se costruita con la tecnica tradizionale, è assicurata da piccoli elementi modulari ricurvi, piani o di sagoma mista realizzati in laterizio e disposti tra loro in filari sovrapposti con un assetto chiuso che impedisce le infiltrazioni e conferisce il massimo della protezione alle strutture in elevazione dell’edificio e agli ambienti interni.
I coppi e le tegole curve
La tipologia di componente per copertura con forma curva maggiormente impiegata in Italia nella tradizione costruttiva, è rappresentata dal coppo che possiede una forma arcuata con larghezza e lunghezza in varie misure e la porzione posteriore sempre più stretta rispetto alla parte anteriore per realizzare in opera il necessario sormonto a senso d’acqua in direzione della pendenza di falda.

(foto Wierer Gruppo Monier)
(foto Wierer Gruppo Monier)

La varietà prodotta oggi comprende molteplici versioni, anche di grande dimensione per accelerare il lavoro di posa e risparmiare sul quantitativo di pezzi al metro quadrato. Le varietà si caratterizzano per le superfici esterne e interne lisce o con risalti in senso longitudinale, che hanno la funzione di impedire la risalita capillare dell’acqua. La sagoma curva può essere molto accentuata o ribassata e assumere anche una forma a cassetta con due spigoli dotati di risalto che sottolineano le due ali inclinate laterali. La produzione per trafilatura permette di ricavare coppi con piedini di appoggio al supporto, con naselli di ancoraggio ai listelli della copertura o con distanziali di vario tipo che permettono di allineare meglio i componenti durante la posa. Nei componenti ricavati per stampaggio è possibile realizzare anche risalti longitudinali contro la risalita dell’acqua nel punto di sormonto.

(foto San Marco Terreal)
(foto San Marco Terreal)

La produzione comprende molti modelli con foro nel punto terminale per l’aggancio al supporto mediante viti oppure tramite organi meccanici di acciaio inossidabile che possono essere utilizzati persino per bloccare il coppo sulla parte frontale. La posa di tutte le varianti di coppi, avviene sempre con disposizione a canale per filari paralleli alla pendenza, che vengono integrati a sormonto laterale con i filari dei coppi di coperta in modo da chiudere ogni discontinuità.
La tegola portoghese è un’evoluzione del sistema tradizionale e ogni elemento è formato da una parte curva, con un’ala più o meno ampia laterale che funge da canale per il drenaggio dell’acqua piovana.

(foto Fornace Vardanega Isidoro)
(foto Fornace Vardanega Isidoro)

Realizzate per stampaggio, queste tegole sono sempre munite di incastro laterale e di testa che permette di ottenere una copertura particolarmente chiusa, rapida da posare e con un effetto diverso secondo l’ampiezza dell’ala piana che si alterna ai filari ricurvi a coppo. Lungo l’incastro di testa e laterale è sempre previsto uno sgocciolatoio che migliora l’efficienza del sistema e impedisce le infiltrazioni al di sotto del manto. La presenza di risalti contro la risalita capillare dell’acqua e il foro per l’aggancio con dispositivi meccanici, rendono la copertura impermeabile anche in caso di forti precipitazioni e molto stabile soprattutto in presenza di pendenze rilevanti. Le stesse caratteristiche tecniche, quali gli incastri, lo sgocciolatoio e il foro per il fermategole, connotano le tegole olandesi che si distinguono per l’ala a canale di forma concava, raccordata con la parte a coppo laterale. Con entrambe le tipologie è possibile realizzare delle copertura molto simili a quelle tradizionali a coppi di canale e di coperta, ma con una posa facilitata dalla modularità dei pezzi.
Le tegole piane
La tegola laterizia piana utilizzata nelle coperture tradizionali è la versione definita embrice o alla romana, che possiede un’ampia parte rettilinea centrale, sagoma trapezoidale per facilitare il sormonto di canale a senso d’acqua e due risalti laterali che consentono di chiudere il manto con filari costruiti con coppi di coperta simili a quelli della tradizione o più stretti.

(foto Fornace Briziarelli Marsciano)
(foto Fornace Briziarelli Marsciano)

L’ampia superficie di drenaggio determinata dalla parte centrale piana della tegola consente un veloce smaltimento dell’acqua meteorica. La produzione viene effettuata sia per trafilatura che per stampaggio e in tal caso vengono spesso inseriti dei distanziali che rendono più semplice la messa in opera preordinando i sormonti. I filari degli embrici sono posati sempre nel senso della pendenza e i coppi di coperta che chiudono la giunzione longitudinale vengono inseriti in modo da evitare la sovrapposizione tra i giunti trasversali. Anche per queste tipologie sono previsti agganci metallici che evitano lo scivolamento degli elementi e aumentano la stabilità del sistema.
La tegola piana marsigliese, ha una notevole diffusione per la notevole funzionalità derivata dalla presenza di incastri perimetrali a tenuta con sgocciolatoio, di denti di arresto nella parte inferiore della testa. Sul mercato sono presenti elementi a passo fisso e a passo variabile per consentire la messa in opera in ogni condizione, compreso quando occorre integrare con elementi nuovi una vecchia copertura di modulo non attuale. In genere la superficie della tegola marsigliese è conformata a doppio canale concavo, ma in commercio esistono anche sistemi a un solo canale ampio quasi come tutta la tegola. La produzione per stampaggio permette di ottenere elementi con dimensioni sempre costanti e, oltre agli incastri, la serie di scanalature trasversali e longitudinali che permettono di convogliare all’esterno le eventuali infiltrazioni al di sotto del manto.
Diverse produzioni di tegole con ampia superficie piana collegata di fianco a un colmo di ridotte dimensioni e tutte le versioni completamente piane, sono realizzate con impasti ceramici a elevata durezza e basso assorbimento come il klinker e il gres porcellanato. Le tegole di questo tipo possono essere colorate in pasta con pigmenti stabili alle alte temperature di cottura e le varianti in klinker possono essere smaltate con rivestimenti lucidi oppure opachi che accentuano la gradazione di colore della pasta di fondo. Le tegole completamente piane, grazie alla produzione mediante pressatura, sono realizzate con una superficie ruvida simile a quella dell’ardesia a spacco della quale imitano l’effetto in copertura grazie al particolare colore e alla posa a scaglie sfalsate tra loro.
La messa in opera
Per consentire all’aria di passare liberamente tra la superficie inferiore del manto e il tavolato o la struttura di supporto, le tegole e i coppi devono essere non solo sollevati rispetto al supporto, ma vanno posati in modo da non limitare il passaggio dell’aria lungo la linea di gronda e la linea di colmo del tetto, pur mantenendo intatte le caratteristiche di tenuta del sistema. Il passaggio dell’aria in questa intercapedine avviene per effetto camino quando il riscaldamento causato dall’irraggiamento solare provoca un moto convettivo ascensionale dalla linea più bassa, la gronda, fino alla sommità della falda.

(foto Solava)
(foto Solava)

Il ricambio continuo dell’aria elimina l’umidità residua garantendo una lunga durata al manto e migliora le condizioni ambientali interne dell’edificio, soprattutto quando i locali sottotetto sono abitati. Per ottenere un ulteriore miglioramento anche di tipo energetico, i coppi e le tegole tradizionali possono essere installati a tetto ventilato e termoisolato, sul quale il passaggio dell’aria per convezione avviene in un’intercapedine appositamente costruita che permette di posare gli elementi del manto con le usuali tecniche di messa in opera.
La versatilità delle tegole in laterizio permette di intervenire su ogni tipologia di copertura a falde, che viene completata sena ricorrere a pezzi improvvisati in opera grazie alla serie di pezzi speciali che accompagna ogni produzione: versioni con risalti fermaneve, sempre modulari e con il medesimo profilo della copertura, colmi, colmi finali e di punta, crociere di colmo a due, a tre o a quattro vie, oltre a tegole a doppia onda, mezze tegole per la versione marsigliese a file sfalsate, tegole di gronda o di bordo per la chiusura e la protezione dei lati del tetto. Altri pezzi complementari e per la finitura di sommità, presenti in ogni gamma, sono gli elementi per attivare o migliorare la microventilazione del sottomanto, le tegole con torretta per il fissaggio dell’antenna e le basi multimodulari per la fuoriuscita delle canne fumarie e per il montaggio del comignolo.

di Umberto Menicali

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