What’s New | Isolamento termico

Riqualificare l’involucro edilizio

Come rendere un edificio efficiente dal punto di vista energetico

L’approvazione del Superbonus 110% per l’efficientamento energetico (e l’adeguamento antisismico) ha generato una viva attenzione sulla riqualificazione del patrimonio esistente e, in particolare, sull’isolamento termico dei manufatti edilizi con la possibilità di intervenire sull’involucro opaco per garantire l’ottenimento di un maggior comfort interno e la riduzione dei consumi energetici.

Gran parte dell’energia prodotta d’inverno per il riscaldamento e in estate per raffrescare va dispersa attraverso l’involucro dell’edificio: tetto, pareti, pavimento e finestre. Negli edifici datati, questi consumi energetici possono essere ridotti del 20 e fino al 50% grazie a un corretto isolamento, tagliando di molto la spesa energetica. Inoltre, un’idonea coibentazione, con l’utilizzo di materiali appropriati secondo l’applicazione e le prestazioni richieste, ha anche altri vantaggi: permette di abbattere il rumore, ridurre umidità e le differenze di temperatura, con conseguente miglioramento complessivo del benessere interno.

Secondo le problematiche riscontrate, l’isolamento può interessare solo le chiusure opache verticali o anche i serramenti, la copertura e il livello a contatto con il terreno. Di importanza fondamentale è, poi, la scelta dei materiali: tutti presentano pregi in stretta relazione alle diverse applicazioni, alcuni presentano valori più elevati di conducibilità, altri sono ottenuti da prodotti di origine naturale, altri ancora sono insensibili all’umidità e all’acqua, altri sono resistenti agli urti e alle deformazioni. Sarà compito del progettista fare un’attenta analisi dei diversi parametri per scegliere la soluzione più idonea.

La copertura 

L’intervento per risolvere le dispersioni di calore attraverso il tetto dipende dalla tipologia di copertura e dalla destinazione d’uso dello spazio sottostante. Se il sottotetto non è praticabile, viene utilizzato come deposito o è aerato non è conveniente coibentare il tetto; può essere invece risolutivo isolare il solaio dell’ultimo livello che separa l’abitazione sottostante. Se il sottotetto è abitabile, invece, lo spazio va isolato o dall’interno (intradosso) con un intervento più semplice e veloce, o dall’esterno (estradosso), rimuovendo il manto di copertura e riposando lo strato impermeabile.

Le chiusure opache 

Per isolare i muri perimetrali, lo strato isolante può essere aggiunto verso l’esterno, verso l’interno o inserito nell’intercapedine.
Per il primo caso, l’applicazione più nota è il “sistema a cappotto” che consiste nell’applicazione di pannelli isolanti alla superficie esterna. Un’alternativa è la creazione di una facciata ventilata, dove l’isolante è distanziato dalla struttura originale tramite appositi dispositivi: si realizza cioè un’intercapedine, solitamente minore di 5 cm, aperta alla base e alla sommità, tra rivestimento esterno e isolamento per favorire l’aerazione del materiale isolante ed evitare la presenza di condensa. Con l’adozione di queste misure, nella stagione invernale, il calore prodotto dall’impianto di riscaldamento viene assorbito lentamente dalle pareti che, grazie alla presenza di isolamento continuo e omogeneo, fungono da schermo verso le dispersioni di calore; in estate, il rivestimento trattiene il calore e lo rilascia lentamente nella parete prima e nell’ambiente interno poi.

(foto Isolmant)

Gli ulteriori vantaggi conseguibili da questo tipo di sistema sono l’eliminazione del rischio di condensa interstiziale e superficiale, l’eliminazione dei ponti termici, la protezione delle strutture dagli sbalzi di temperatura, oltre al miglioramento delle prestazioni acustiche e alla riduzione del rumore. Gli svantaggi dell’applicazione, da un lato, dipendono dalla presenza di un cantiere, seppur esterno all’edificio, con il montaggio di un ponteggio, dall’altro, riguardano la non applicabilità in caso si voglia isolare una singola unità immobiliare. Operativamente, il materiale isolante viene posato sulla superficie esterna preparata “pulita” e fissato tramite elementi meccanici o colla. La finitura prevede una rasatura esterna con successiva tinteggiatura della superficie intonacata o posa del materiale di rivestimento scelto, prestando attenzione al suo peso. Differenti sono i materiai impiegabili, con costi e prestazioni variabili.

L’isolamento in intercapedine consiste, invece, nell’insufflaggio, nell’inserimento cioè di materiale sfuso nello spazio vuoto nelle pareti. La tecnica è piuttosto semplice, comporta una veloce posa in opera e può essere applicata anche parzialmente su una singola parete o su una porzione della stessa, mantenendone inalterato l’aspetto esterno. L’insufflaggio ha il grosso limite però di non garantire il rispetto dei requisiti previsti se gli spessori dell’intercapedine non sono adeguati, oltre a non correggere i ponti termici e ad ammettere il rischio di condensa interstiziale.

Infine, altra soluzione è quella di collocare l’isolante sulla superficie interna delle pareti: si tratta di una soluzione che opera su parti private dell’edificio riducendo lo spazio abitabile e non correggendo i ponti termici, ma potrebbe essere l’unica percorribile in caso di edifici vincolati.

Il pavimento controterra 

I solai che necessitano di maggiore isolamento sono quelli sovrastanti uno spazio non riscaldato, come porticati, cantine o garage. Per coibentare i solai, in genere, si ribassa il plafone con un controsoffitto e si inserisce il materiale isolante nell’intercapedine ricavata. In alternativa, in caso di ambienti dall’altezza ridotta, per esempio, l’isolante può essere applicato direttamente al soffitto: in questo caso deve essere un pannello rigido, conformato per ricevere direttamente l’intonaco di finitura.

Quando e come l’intervento è agevolabile?
Con il termine generico “ecobonus” si indicano le detrazioni previste per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente; le diverse agevolazioni si differenziano poi per aliquota di detrazione, per spesa massima agevolabile e per tipologia di beneficiari secondo le prestazioni richieste dalla specifica normativa.
Gli incentivi attualmente vigenti in materia di isolamento termico sul costruito sono sostanzialmente tre: Il Superbonus 110%, Il Bonus Facciate e gli Ecobonus per interventi di ristrutturazione.
Il Superbonus prevede un’agevolazione al 110% per interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali (pareti esterne), orizzontali (coperture e pavimenti) e inclinate (coperture) che interessano l’involucro degli edifici, con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda. L’intervento è, infatti, annoverato fra quelli “trainanti” o principali, che danno diritto cioè alla detrazione, ma la stessa il vincolo del miglioramento di due classi energetiche per poter essere applicata.
Il Bonus Facciate consiste nella detrazione fiscale del 90% per interventi sulle facciate opache degli edifici ubicati nelle zone A (centro storico) o B (aree altamente o mediamente edificate). Questo bonus non prevede un tetto massimo di spesa e non è vincolato al raggiungimento di una specifica classe energetica; prevede però diversi adempimenti burocratici secondo l’intervento coinvolga più o meno del 10% dell’intonaco della superficie disperdente lorda complessiva.
L’Ecobonus riguarda più genericamente Interventi sulle strutture opache verticali e orizzontali (coperture e pavimenti), delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno o verso vani non riscaldati comportanti il risparmio energetico e prevede una detrazione del 65%, che sale fino al 75% per i condomini e che, se accorpata al sismabonus, può arrivare all’85% del totale della spesa sostenuta.

I materiali 

Gli isolanti termici utilizzati in edilizia sono suddivisi in base alla loro composizione a natura. Possono essere fibrosi, cellulari, porosi e riflettenti. All’interno di queste classi si utilizza un’ulteriore distinzione tra prodotti naturali e quelli sintetici.

Gli isolanti termici naturali non presentano componenti di origine sintetica o petrolchimica; sono prodotti con materie prime rinnovabili, con processi di produzione e istallazione non dannosi per l’ambiente e per l’uomo; sono riciclabili e biodegradabili. Una classificazione degli isolanti naturali può essere fatta in funzione della provenienza della materia prima: vegetale, animale o minerale. Fra i più noti, le fibre di legno o cellulosa di origine vegetale, la lana di pecora di origine animale e l’argilla espansa, la pomice, la perlite espansa e il vetro cellulare di origine minerale. Secondo la natura del materiale, possono essere trovati in commercio in diversi formati (pannelli, blocchi, sfusi ecc.).

Gli isolanti termici sintetici sono prodotti con sistemi e processi di lavorazione complessi del petrolio durante i quali il materiale subisce diverse trasformazioni sino ad arrivare al prodotto finale, anche in questo caso disponibile in più formulazioni. Fra i più noti in commercio, il polistirene, estruso, espanso e in fibra, il poliuretano, le lane di roccia e di vetro e i materiali termoriflettenti, composti da pellicole di polietilene e ovatte accoppiate o termofuse su fogli di alluminio puro che riflette il calore trasmesso per radiazione.

Sistemi di fissaggio dei pannelli isolanti 

I pannelli isolanti sono ancorati alla facciata tramite colle o tasselli. Sia l’uno sia l’altro sistema offrono molteplici alternative di composizione e materiale per garantire estrema sicurezza rispetto al peso del cappotto e al materiale della superficie del supporto.

I collanti, sia a base cementizia sia a base di calce idraulica naturale, vengono addizionati con particolari inerti per conferire diverse caratteristiche prestazionali. La principale funzione del collante è quella di creare un solido ponte di adesione tra il supporto e la lastra in grado di contrastare le forze che agiscono parallelamente al piano del supporto.

Il fissaggio meccanico avviene in un secondo momento tramite tasselli e permette di integrare l’adesione al supporto delle lastre isolanti ottenuta con la malta collante; il tassello, oltre a permettere la stabilità dell’adesione nel tempo, lavora per contrastare le forze perpendicolari al supporto, come il carico del vento, contrastare le dilatazioni termiche dei pannelli isolanti e compensare eventuali cedimenti nel supporto (distacchi dell’intonaco esistente per esempio). I tasselli per cappotto sono generalmente costituiti da un corpo di espansione con un perno interno e da un disco di diametro tale da poter trasferire il carico al materiale di supporto; spesso sono rivestiti da un cono in materiale isolante per non agevolare il ponte termico fra materiali di natura differente. La scelta della colla come quella del tassello deve essere effettuata sia in funzione del tipo di supporto murario sul quale viene applicato il pannello sia rispetto al materiale di cui è composto il pannello stesso.

Cosa scegliere

(foto Brianza Plastica)

Brianza Plastica
Isolamento ventilato all’interno dell’involucro

Isotec e Isotec Parete sono i sistemi termoisolanti compositi, costituiti da pannelli in poliuretano espanso rigido autoestinguente ad alte prestazioni, con un correntino metallico integrato, preaccoppiato in stabilimento, per l’isolamento ventilato di coperture e facciate. Continua a leggere

 

(foto Climacell)

Climacell
Fiocchi di cellulosa da carta di giornale Fsc

Climacell pure è un isolante in fiocchi di cellulosa sciolti da pura carta di giornale certificata Fsc (Forest Stewardship Council) senza acido borico. La struttura dei fiocchi Climacell S (Standard) è particolarmente adatta per l’insufflaggio in intercapedine, ma idonea per ogni altro impiego. Continua a leggere

 

(foto Ediltec)

Ediltec
Pannello sandwich in legno

Poliiso WR LC è composto da un’anima con un pacchetto isolante preassemblato Poliiso Plus rivestita con carta metallizzata e un pannello in legnocemento (spessore 75 mm) rivestito con due strati in Osb (10 mm) rifinito sulla superficie a vista all’intradosso da un pannello in legno di abete multistrato. Continua a leggere

(foto Fornaci Laterizi Danesi)

Fornaci Laterizi Danesi
Murature isolate antisismiche

La nuova linea Normablok Più Cam nasce per rispondere alle richieste Cam necessarie all’ottenimento dei Superbonus 110%, utilizzando, per questa specifica linea, il nuovo polistirene espandibile Neopor Bmb di Basf che viene prodotto impiegando materie prime seconde derivate da biomassa, non di origine fossile. Continua a leggere

 

(foto Gruppo Poron)

Gruppo Poron
Una lastra in classe A+ riciclata al 100%

DualColor è la lastra per cappotto con goffratura, tagli rompitratta e doppio strato isolante: un corpo interno in Neopor Bmb di Basf dallo spessore variabile, in funzione delle esigenze di isolamento termico e una parte esterna, goffrata, in Eps bianco. Continua a leggere

 

(foto Index)

Index
L’isolante termoriflettente

Isobase Reflective Pse Graphite 150 è una linea di pannelli isolanti termoriflettenti di tipo 1 (conforme alla normativa Uni En 16012), a facce piane parallele di spessore uniforme, a base di polistirene espanso sinterizzato autoestinguente additivato. Continua a leggere

 

(foto Isolmant)

Isolmant
Il “potere” del salvamuro universale

IsolGypsum Special è una soluzione del sistema a secco Isolmant4you sviluppata ad hoc da Isolmant che consente la coibentazione delle pareti con placcaggio in aderenza di lastre in cartongesso accoppiate a materiali isolanti. Continua a leggere

 

(foto Kerakoll)

Kerakoll
Finiture che riflettono la radiazione solare

Cool Colors Solar-Scud è una collezione di colori chiari per la decorazione dell’involucro con una cartella di tinte formulata con l’utilizzo di speciali pigmenti termoriflettenti che riflettono gran parte della radiazione solare incidente rimanendo più freddi e attenuando il surriscaldamento dell’edificio. Continua a leggere

(foto Knauf)

Knauf
Per isolare termicamente ed eliminare muffa e umidità

Knauf Fine Thermal Board è una lastra dallo spessore ridotto che garantisce un altissimo coefficiente di permeabilità al vapore in ambienti umidi o in presenza di muffe e assicura l’isolamento termico e un sensibile risparmio energetico. Continua a leggere

(foto laterlite)

Laterlite
Argilla ad alte prestazioni

Leca TermoPiù è la speciale confezione di argilla espansa antirisalita di umidità per la realizzazione di sottofondi e vespai isolati contro terra, con il “plus” di alte prestazioni termoisolanti, drenanti e di resistenza meccanica. Continua a leggere

(foto Mapei)

Mapei
Sistemi specifici per ogni intervento

Mapetherm System è frutto di un attento studio di tutte le componenti chiave tipiche del cappotto e delle variabili che influiscono sulle sue performance. Si distingue infatti per l’attenzione posta sulla prestazione dell’adesivo, il componente che rende il sistema efficace e duraturo nel tempo. Continua a leggere

(foto Ravago)

Ravago Building Solutions
Barriera isolante continua

Ravatherm Xps X 300 Sl è una lastra in polistirene espanso estruso monostrato naturalmente grigia, grazie all’aggiunta di additivi attenuatori di infrarossi e carbonio amorfo (grafite) che bloccano la dispersione del calore all’interno del pannello incrementandone la resistenza termica. Continua a leggere

(foto Rockwool)

Rockwool
Leggero e maneggevole

Frontrock Pro è un pannello rigido in lana di roccia non rivestito a doppia densità, studiato per i sistemi a cappotto dalle elevate prestazioni termiche, grazie al valore di conduttività λ= 0,034 W/mK. Continua a leggere

(foto Saint-Gobain)

Saint-Gobain Italia
Robusto e universale

Il sistema webertherm robusto universal è particolarmente idoneo per un intervento di efficientamento energetico dell’edificio, che rientra quindi tra i cosiddetti “interventi trainanti” identificati dal Decreto Rilancio. Continua a leggere

 

(foto Stiferite)

Stiferite
Sandwich a limitato spessore

Stiferite Class SK è un pannello sandwich costituito da un componente isolante in schiuma polyiso, espansa senza l’impiego di Cfc o Hcfc, rivestito in velo di vetro saturato su entrambe le facce. Continua a leggere

 

(foto T2D)

T2D
Il Cappotto in laterizio

Tris  è il sistema costruttivo a taglio termico completo dalle eccellenti prestazioni termiche, disponibile in versione portante antisismica o tamponamento a setti sottili. Continua a leggere

 

(foto Wienerberger)

Wienerberger
Il blocco senza cappotto

Il laterizio rettificato Porotherm Bio Plan è in grado di raggiungere prestazioni energetiche a norma di legge senza l’ausilio di materiali isolanti applicati a parete. Continua a leggere

 

(foto Xella)

Xella
Isolamento con materie prime naturali

Multipor è un pannello isolante in idrati di silicato di calcio autoclavato, prodotto da materie prime naturali come sabbia, calce e acqua, con l’aggiunta di una piccola percentuale di cemento e di additivi porizzanti. Continua a leggere

 

(foto fischer)

fischer
Stop al ponte termico

Thermax è il sistema di fissaggio termicamente isolato per carichi elevati, ideale per applicazioni su pareti con cappotto isolante. Impedisce il ponte termico che si crea nei punti di discontinuità degli edifici e di accoppiamento tra materiali diversi, garantendo l’integrità e l’efficienza di una parete isolata termicamente. Continua a leggere

 

 

 

 

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