Rinnovabili. Energia pulita dalle onde del mare, la rivoluzione parte dalla Svezia

energia delle onde_webL’immensa potenza del mare trasformata in energia. Sì, perché la nuova frontiera dell’energia è lo sfruttamento degli elementi naturali: vento, sole e oggi anche le onde. In Svezia lo sfruttamento del moto ondoso per produrre elettricità sta superando lo stadio progettuale e si sta trasformando in realtà. La società svedese Seabased AB ha da poco annunciato di aver attivato il più grande impianto al mondo in grado generare elettricità sfruttando la differenza di energia potenziale gravitazionale tra capo e cresta delle onde. L’azienda, fondata nel 2001 come holding di innovazione e brevetti connessa con le ricerche condotte presso il Swedish Centre for Renewable Electric Energy Conversion dell’Angstrom Laboratory, ha creato un sistema denominato Sotenäs Wave Energy: un quadro di distribuzione sottomarino da 120 tonnellate, installato all’inizio del 2016 a largo della costa occidentale della Svezia e collegato alla rete elettrica nazionale attraverso un cavo subacqueo lungo 10 km. L’impianto si avvale di un convertitore di energia del tipo Point Absorver, che funziona impiegando il sollevamento e l’abbassamento di un oggetto in galleggiamento, simile a una boa, durante il passaggio dell’onda, al fine di azionare una pompa idraulica e generare, così, energia.

Sotenäs Wave Energy (foto Seabased AB)
Sotenäs Wave Energy (foto Seabased AB)

Parlando delle potenzialità e degli obiettivi che questa tecnologia permetterebbe di raggiungere in termini di produttività e benefici economici, i numeri non mentono: il potenziale da moto ondoso è stimato in 29.500 Twh/anno, mentre secondo i calcoli dall’associazione Ocean Energy Europe, network di professionisti che si occupano di energia oceanica, entro il 2030 si creeranno all’incirca 20mila posti di lavoro. Dati positivi se si considera che il settore deve ancora crescere in confronto a solare termico ed eolico, rispetto ai quali  è molto più vantaggioso da più punti di vista. Lo conferma Gianmaria Sannino, responsabile del laboratorio di modellistica climatica e impianti dell’Enea, agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, secondo cui i vantaggi dell’energia delle onde sono determinati dal basso impatto ambientale e visivo, da una minore variabilità oraria e giornaliera e da una variazione stagionale favorevole, dal momento che il potenziale dell’energia derivata dalle onde è più alto in inverno quando i consumi energetici sono massimi.

Un’iniziativa, quella della Seabased AB, che apre nuovi orizzonti nel mondo delle energie rinnovabili e che si inserisce all’interno della strategia energetica nazionale della Svezia che ha recentemente annunciato la propria intenzione di diventare la prima nazione fossil fuel free al mondo, promuovendo soluzioni di mobilità sostenibile, incentivando la ricerca scientifica per l’immagazzinamento dell’energia elettrica e, naturalmente, favorendo l’impiego di rinnovabili. E l’Italia? Anche se con dimensioni ridotte, anche il nostro paese sembra essere all’avanguardia per quanto riguarda questo genere di tecnologie. L’estate scorsa, infatti, l’Enea ha presentato un progetto simile a Sotenäs Wave Energy ma low cost, il dispositivo Pewec (Pendulum Wave Ennergy Converter), pensato per le coste italiane, mentre il Politecnico di Torino sta testando in Sicilia la piattaforma galleggiante Iswec, che si differenzia dal prototipo svedese per l’assenza di fissaggio al fondale. Enormi passi avanti che porterebbero l’Italia al livello di altri paesi impegnati da anni a trovare soluzioni alternative allo sfruttamento di risorse non rinnovabili come il petrolio.

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