Reddito di cittadinanza. Incentivi per chi assume

Il datore di lavoro che assume chi beneficia del reddito di cittadinanza potrà ottenere delle agevolazioni fiscali. Sarà infatti esonerato dal pagamento di alcune mensilità di contributi previdenziali, questo è quanto si apprende dal Dl 4/2019.

Il reddito di cittadinanza è uno dei provvedimenti più discussi dell’attuale governo. Tuttavia, ci sono degli aspetti che sono stati lasciati sotto traccia, ma che possono essere molto interessanti per le aziende. Infatti, sono previsti agevolazioni fiscali per chi assume persone che usufruiscono del reddito di cittadinanza. In realtà tali agevolazioni non sono ancora del tutto operative, in quanto servono ancora dei chiarimenti, anche di prassi amministrativa, che consentiranno di capire le concrete modalità di fruizione. Possiamo comunque avere già ora un quadro generale e capire a chi sono rivolte e cosa prevedono le agevolazioni.

Un articolo del dl numero 4 del 29 gennaio 2019, cioè quello che ha istituito il reddito di cittadinanza, prevede incentivi economici per chi assume, un percettore del reddito di cittadinanza. Questo incentivo è rivolto a tutti i datori di lavoro privati, quindi le aziende ma anche studi professionali, liberi professionisti, cooperative, fondazioni, ecc.

Stando alla legge dunque il datore di lavoro avrà un esonero dei contributi previdenziali pari alla differenza tra i diciotto mesi del Rdc e quanto già goduto dal percettore. L’importo delle agevolazioni non potrà comunque essere inferiore alle cinque mensilità. Inoltre, è prevista una mensilità in più se la persona assunta è una donna o appartiene alle categorie svantaggiate. Alcune di queste comprendono coloro che:

  • Non hanno un impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi
  • Un’età compresa fra i 15 e i 24 anni
  • Non hanno più di 50 anni
  • Vivono da soli con una o più persone a carico
  • Appartengono a una minoranza etnica e hanno la necessità di migliorare le proprie conoscenze linguistiche e professionali

L’esonero non potrà essere superiore ai 780 euro mensili né superare il tetto mensile dei contributi dovuti al lavoratore. Per chiedere queste agevolazioni il datore di lavoro dovrà preventivamente comunicare telematicamente, tramite il sistema informativo dell’Anpal, i posti di lavoro vacanti.

Ci sono però alcuni casi in cui il datore di lavoro non può usufruire di queste agevolazioni.  Infatti, gli incentivi fiscali potranno essere ottenuti solo se il datore di lavoro assume il beneficiario del reddito di cittadinanza a tempo pieno e indeterminato, compreso l’apprendistato, ma sono quindi escluse tutte le tipologie di contratto a tempo determinato.

Il datore di lavoro poi non potrà licenziare il lavoratore agevolato se non per giusta causa o giustificato motivo. In caso contrario il datore di lavoro dovrà restituire l’agevolazione percepita più una maggiorazione prevista dalle sanzioni civili.

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