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Quattro escavatori cingolati per la posa di un metanodotto

metanodotto
(foto di Jcb)

L’escavatore idraulico è una delle macchine più versatili del cantiere. La capacità di associare alle prestazioni di scavo un’elevata forza di sollevamento e, non ultimo, una adeguata rapidità di ciclo rappresenta un’ideale quadratura del cerchio, particolarmente appetibile per le imprese che operano nel settore delle utility oltre che nell’edilizia. È proprio questo il caso della Alma C.i.s. di Chieti Scalo, che per la realizzazione di una tratta da 7,7 km di un nuovo metanodotto ha acquistato dalla concessionaria Jcb Piolanti di Forlì quattro nuovi escavatori cingolati Jcb JS220 Nlc. 

(foto di Jcb)

Appartenente alla fascia alta degli escavatori di classe media Jcb, il Js 220 Nic è un modello che si fa apprezzare per la generosa forza di scavo e la rapidità di ciclo, associati ai consumi particolarmente contenuti garantiti dai nuovi propulsori Jcb EcoMax Tier 4 final/IV – qui presenti nella versione da 4,8 litri per 129 kW – e da una serie di soluzioni specificamente indirizzate all’ottimizzazione di potenza e utilizzo del carburante. Massima l’affidabilità, garantita dalla tradizionale qualità costruttiva del brand e da una rete d’assistenza capillare in grado di supportare con puntualità e rapidità anche gli utilizzatori più esigenti.

Al vertice della gamma di escavatori cingolati di classe media Jcb, Js 220 Nic è una macchina da 22 tonnellate di peso. L’escavatore adotta un sottocarro con struttura a X completamente saldata, soluzione che garantisce una lunga durata anche nelle applicazioni più gravose e insieme alla ralla scatolata chiusa, alla struttura superiore del telaio ad alta resistenza e al design rinforzato dei cofani configura un’architettura costruttiva chiaramente improntata ad applicazioni heavy duty; nella medesima ottica sono costruiti braccio e avambraccio, realizzati in acciaio altoresistenziale con piastre a tre sezioni ed elementi di rinforzo che assicurano maggiore durata e resistenza.

(foto di Jcb)

Sotto i cofani del Js 220Nic batte uno dei fiori all’occhiello della gamma di propulsori Jcb, il nuovo EcoMax Tier 4 final/IV da 4,8 litri per 129 kW che, oltre a una eccezionale durata, garantisce consumi inferiori fino al 6% rispetto alle unità 4i/IIIB.

Un risultato dovuto alla capacità del propulsore di erogare coppie elevate a bassi regimi  migliorando in questo modo l’accoppiamento motore – pompe idrauliche, all’avanzata tecnologia idraulica con tarature delle pompe ottimizzate, a un disegno innovativo degli steli e a un software di gestione elettronica all’avanguardia.

Il sistema di rigenerazione idraulica permette inoltre di riciclare l’olio dei cilindri al fine di velocizzare i tempi di ciclo e, ancora una volta, ridurre il consumo di carburante. Proprio riguardo alla sezione idraulica, questa adotta un’architettura con comando negativo a centro aperto e distributore combinato a quattro e cinque steli; il flusso idraulico è garantito da due pompe principali a pistoni assiali a portata variabile della portata di 228 l/min e un’ulteriore pompa a ingranaggi da 18 l/min per i servocomandi. I

n termini di prestazioni, l’escavatore può contare su una forza di strappo di 138,2 kNm, che salgono fino a 154,9 kNm con la funzione Powerboost inserita. Il tutto per una profondità di scavo che, a seconda delle configurazioni del braccio, può arrivare a quasi 7 metri.

Anche in caso di utilizzi contemporanei i movimenti di traslazione e scavo risultano rapidi e reattivi, grazie alla generosa idraulica che equipaggia la macchina. Per tenere sotto controllo i consumi, il regime di giri del motore viene ridotto automaticamente al minimo quando l’impianto idraulico non è in funzione. Facile la manutenzione, grazie a una serie di accorgimenti costruttivi ad hoc come il posizionamento centrale dei filtri di olio motore, olio idraulico e carburante, che risultano così rapidamente ispezionabili, e a un filtro dell’aria a doppio elemento per facilitare la pulizia.

Radiatore del liquido di raffreddamento motore e scambiatore di calore olio idraulico sono montati uno accanto all’altro, mentre l’intercooler è collocato nella parte anteriore, soluzione che consente di ottenere la massima efficienza di raffreddamento; il cofano del vano motore si apre longitudinalmente verso il retro, in modo da garantire un accesso alla manutenzione del propulsore agevole e sicuro.

Una volta all’opera, le macchine hanno evidenziato un comportamento ottimale in ogni situazione di lavoro. La forza di penetrazione e di scavo è più che adeguata alla classe di appartenenza degli escavatori, grazie a un’idraulica ben dimensionata che consente anche una buona velocità di ciclo. 

In fase di sollevamento le macchine mantengono un equilibrio ottimale anche alla massima altezza, consentendo la posa dei condotti con la massima sicurezza e tutta la precisione necessaria.

 

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