Primate. Spark (One e Two), un nuovo Business District a Milano Santa Giulia

(foto Primate)

Nelle vicinanze della stazione ferroviaria e metropolitana di Rogoredo, a sud di Milano, stanno procedendo i lavori di realizzazione di Spark One e Spark Two, due palazzi uffici firmati da Progetto Cmr che rappresentano, simbolicamente, un nuovo portale d’ingresso alla città.
Il nuovo complesso rilancerà il quartiere Milano Santa Giulia attraverso un nuovo Business District: una svolta per il processo di sviluppo e di riqualificazione del quartiere che si arricchisce di un nuovo luogo di aggregazione, polo attrattivo per l’intera area grazie ai due nuovi edifici di nove piani che al piano terra ospiteranno inoltre diverse attività di natura commerciale, tra cui 2mila mq di spazi ristorativi.

(foto Primate)

Sviluppati su una superficie totale di circa 52mila mq, i due immobili sono frutto di un lavoro integrato tra urbanistica, analisi dei flussi, disegno degli spazi esterni e architettura; un progetto che vuole creare spazi che favoriscono gli incontri e la socialità, grazie alla presenza di luoghi chiusi e aperti, per donare una nuova identità distintiva all’area ispirata ai concetti di comunità, sostenibilità, efficienza e partecipazione.

(foto Primate)

Spark One e Spark Two, così come il contesto esterno, hanno un carattere dinamico e vivace: due oggetti sì scultorei ma mai statici che dialogano apertamente con il tessuto circostante. La facciata dei due edifici è caratterizzata da una particolare trama di elementi verticali in grado di offrire una protezione solare e che sottolineano l’orizzontalità del complesso e determinano al tempo stesso giochi di luce e riflessi scintillanti sempre diversi durante l’arco della giornata.

(foto Primate)

Sui lati nord e sud degli edifici si affacciano degli spazi aperti, totalmente accessibili e utilizzabili, che contribuiscono al senso di “movimento” e di dinamicità del complesso, che sembra così quasi mosso dal vento e “alzato” dai treni che sfrecciano nella vicina stazione.

Efficienza, comfort e salubrità: un complesso certificato Leed e Well

Le particolari scelte architettoniche compiute sono dettate, oltre che da un carattere puramente estetico, anche dalla volontà di realizzare due edifici altamente efficienti e sostenibili secondo i parametri per il raggiungimento della certificazione Leed v4 Platinum e anche della certificazione Well che valuta il livello di benessere e comfort degli ambienti lavorativi.
Per il raggiungimento delle due certificazioni un ruolo chiave è quello svolto dal sistema acustico di Primate, il brand nato in seno alla cinquantennale esperienza di Mpe, la cui tecnologia innovativa, unitamente alle caratteristiche tecniche delle sue soluzioni, contribuisce al conseguimento dei crediti richiesti dai due protocolli.

(foto Primate)

In particolare, i progettisti hanno scelto il materassino Primate Phonomax, la soluzione top di gamma del sistema acustico di Primate che assicura un ottimo isolamento ai rumori da calpestio, in abbinamento a tutti gli accessori necessari per garantire la realizzazione a regola d’arte.

(foto Primate)

Primate Phonomax è un materassino dello spessore di 8 mm, composto da Primate Phonopro, polietilene espanso a celle chiuse reticolato chimicamente versione 2.0, accoppiato termicamente con fibra poliestere termolegata Phonotek a elevata grammatura ed elevata resistenza alla compressione. Grazie alle caratteristiche combinate dei due prodotti, Primate Phonomax garantisce un ottimo isolamento ai rumori da calpestio ed è ideale in presenza di qualunque tipologia di solaio.

(foto Primate)

La posa del materassino è stata completata con l’applicazione del nastro adesivo a basso spessore Primate Phonojoin Telato.

Con questo nastro adesivo si è proceduto alla nastratura delle giunzioni dei teli per garantire la continuità del sistema e prevenire la formazione di ponti acustici.

 

(foto Primate)

L’isolamento acustico delle pavimentazioni è stato, infine, completato con la posa di Primate Phonoper Ds fascia perimetrale adesiva “a doppio spessore”, per la realizzazione del massetto galleggiante, composta da una parte verticale in polietilene espanso a celle chiuse dello spessore di 6 mm, e da una parte orizzontale adesiva in HDPE dello spessore di 100 μm.

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