L’Isolante. Riqualificazione di un edificio residenziale anni ’60 a Milano

L’edificio residenziale a Milano, in via Zurigo 14 (foto L’Isolante)

Elevate prestazioni energetiche, massimo rendimento e resistenza, tempi di intervento rapidi ed elevata durabilità: questi i criteri fondamentali che progettisti e installatori ricercano quando si parla di isolamento termico. La scelta dei materiali è fondamentale come è successo nell’intervento di L’Isolante, azienda produttrice di prodotti per l’isolamento termico ad alta efficienza e partner di Neopor di Basf.

L’intervento di riqualificazione, svolto grazie all’azione integrata di Rete Irene, ha interessato un edificio residenziale sito a Milano, in via Zurigo 14, costruito a metà degli anni ’60, composto da 7 piani fuori terra (per un totale di 67 appartamenti, circa 200 inquilini) e 15 unità immobiliari ubicate al piano terra e seminterrato con destinazione d’uso di laboratori, depositi, studi professionali e attività commerciali.

(foto L’Isolante)

«Qualsiasi intervento di riqualificazione richiede un approfondito studio dell’edificio esistente e un’adeguata attenzione alle esigenze specifiche dei condomini, rispettando al tempo stesso le caratteristiche costruttive del fabbricato» ha dichiarato l’architetto Michele Bedetta, progettista e direttore dei lavori.

Della stessa opinione Mario Tramontin, vicepresidente di Rete Irene e socio dell’impresa Trivella Srl di Cinisello Balsamo, ditta esecutrice dei lavori: «L’obiettivo di Rete Irene è quello di mettere a fattor comune l’enorme know-how acquisito in tanti anni di esperienza dalle aziende di Rete e affrontare il tema della riqualificazione e dell’efficientamento energetico degli edifici in una prospettiva innovativa e integrata che unisce le specifiche esperienze e le competenze di tutti i partner con l’obiettivo di soddisfare le nuove esigenze del mercato. È il caso della riqualificazione del condominio di via Zurigo 14, un progetto complesso, per il quale sono state attuate scelte all’avanguardia che hanno coniugato le esigenze dei condomini con i termini di legge per la riqualificazione energetica».

Il progetto rientra nei limiti stabiliti dal DM Requisiti Minimi (D.M. 25-06-2015) che impongono il rispetto di una trasmittanza termica media – calcolata su tutte le porzioni oggetto di intervento e sulle superfici opache verticali non oggetto di intervento – comprensiva del dimensionamento agli elementi finiti dei ponti termici pari a 0,280 W/(mqK). Durante la fase di verifica, ai fini di un corretto efficientamento energetico, è stata rilevata una muratura perimetrale esistente a cassa vuota, cioè costituita da due strati di muratura separati da un’intercapedine d’aria. Lo strato più esterno della parete è risultato essere in mattoni pieni, pertanto caratterizzato da una conducibilità termica molto alta: questo aspetto si traduceva in una elevata trasmittanza termica dell’intera parete e i primi calcoli, per isolare le pareti, esigevano l’adozione di un sistema di isolamento molto spesso, che avrebbe ridotto notevolmente la profondità dei balconi. Questo inconveniente è stato risolto mediante un sistema misto di coibentazione: in parte insufflando nell’intercapedine del materiale isolante e in parte applicando pannelli isolanti, potendo così posare un cappotto di spessore inferiore.

(foto L’Isolante)

Un’attenta valutazione delle possibili soluzioni ha portato alla progettazione e realizzazione di un sistema di isolamento articolato, costituito da un doppio livello di isolamento: uno in intercapedine con il sistema a insufflaggio Isoray Thermojet de L’Isolante, con perle in EPS, Neopor di Basf, e uno, in esterno, con l’applicazione di pannelli a cappotto TermoK8 Modular Big cm 8 di Ivas, anch’esso in Neopor di Basf prodotto da L’isolante.

Grazie all’applicazione combinata di queste due tecnologie è stato possibile quindi risolvere il problema dell’ingombro e raggiungere una trasmittanza termica media pari a 0,264 W/(mqK), nei limiti quindi di legge.

(foto L’Isolante)

Il sistema di isolamento in intercapedine

Isoray Thermojet è un sistema d’isolamento studiato da L’Isolante nato appositamente per la coibentazione termica delle intercapedini, sia che si tratti di pareti sia di coperture. È composto da speciali perle vergini in Neopor di Basf, Isoperle Cw e un agente legante a base d’acqua che permette di far aderire insieme le perle e di conferire stabilità nel tempo. Isoray Thermojet ha una bassa conducibilità termica, λ= 0,033 W/mK e un’elevata traspirabilità (resistenza alla diffusione del vapore μ=5), assicura omogeneità di performance (la densità del prodotto viene controllata direttamente in fabbrica e arriva in cantiere già pronto per l’uso) e resistenza all’acqua e alle condense interstiziali. Isoray Thermojet è ideale per interventi di riqualificazione energetica di condomini abitati in quanto l’intervento risulta veloce, pulito, non invasivo e senza alcuna emissione di polvere. L’intervento edile non necessità di autorizzazioni o permessi comunali e permette un risparmio immediato in bolletta.

Il sistema di isolamento a cappotto

TermoK8 Modular Big Di Ivas è il sistema di isolamento a cappotto che permette di applicare rivestimenti in gres porcellanato a strato sottile in grande formato dal forte e personale impatto architettonico. Cuore tecnologico del sistema, è la lastra Eps 31 G Fix, pannello termoisolante autoestinguente in polistirene espanso sinterizzato Made of Neopor, caratterizzato da ambo i lati da una particolare zigrinatura e, sulla faccia esterna, da lavorazioni ribassate per migliorare adesione e legame meccanico con supporto e strato rasante.

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