Le imprese italiane scendono in piazza

Per la prima volta nella storia del nostro Paese gli imprenditori sono scesi in piazza. È accaduto ieri a Roma in piazza del Popolo. Oltre 60mila persone hanno aderito alla mobilitazione generale “Senza Impresa non c’è Italia”, promossa dalle cinque organizzazioni aderenti a Rete Imprese Italia: Casartigiani, Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, per chiedere con forza una svolta concreta nella politica economica del Paese. Sul palco si sono alternati i presidenti delle cinque associazioni: Marco Venturi, portavoce di Rete Imprese Italia e presidente di Confesercenti – Daniele Vaccarino, presidente Cna – Giacomo Basso, presidente Casartigiani – Carlo Sangalli, presidente Confcommercio e Giorgio Merletti, presidente Confartigianato. Tutti hanno ricordato il disagio profondo dell’economia reale: negli ultimi cinque anni hanno chiuso circa 1.000 aziende ogni giorno, la ricchezza prodotta dal nostro Paese è diminuita del 9 per cento, la disoccupazione è raddoppiata, passando dal 6,4 per cento al 12,7 per cento per un totale di 1,2 milioni di disoccupati in più. Nel frattempo, la pressione fiscale ha raggiunto il 44,3 per cento del Pil (e resterà sopra il 44% per molto tempo) mentre quella “legale” (su ogni euro di Pil dichiarato) si aggira intorno al 54 per cento. Il mondo dell’impresa diffusa, dell’artigianato e del terziario di mercato, che rappresenta il 94 per cento del tessuto produttivo dell’Italia e ne è il principale motore contribuendo per il 62 per cento al valore aggiunto, ha chiesto con questa iniziativa un subitaneo cambio di rotta e risposte concrete per uscire da una crisi che lo ha colpito duramente.

 

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