L22. Restauro e rifunzionalizzazione degli ex caselli daziari dell’Arco della Pace di Milano

Render progetto (foto L22)
Render progetto (foto L22)

L22, brand di Lombardini22, firma il progetto di restauro e rifunzionalizzazione degli ex caselli daziari dell’Arco della Pace, a Milano, mettendone in luce lo scenario affascinante. Il recupero degli edifici, ripensati per le diverse destinazioni d’uso della cultura alimentare, dell’arte e del territorio, è coerente con lo sviluppo della città orientato alla riqualificazione e alla valorizzazione delle sue peculiarità.

Voluti alla fine del Settecento quando a Milano si era resa necessaria una nuova organizzazione, i caselli daziari avevano la funzione di dogana per il pagamento del dazio e, attraverso di essi, si accedeva all’interno del perimetro della città. Nel 2014, l’agenzia del demanio ha aggiudicato la concessione d’uso e di valorizzazione a titolo oneroso ai fini della riqualificazione e riconversione degli ex caselli daziari in piazza Sempione a Pessina Costruzioni. La società ha incaricato L22 di svilupparne il progetto di rifunzionalizzazione attraverso il totale restauro e risanamento conservativo, per la salvaguardia e conservazione degli elementi storico-artistici, architettonici e ambientali.

Render progetto (foto L22)
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Valorizzare i metri quadrati delle due strutture identiche fra loro, ai due lati dell’Arco, permettendo a tutti di vivere la storia. Questo il motore del progetto di riconversione firmato da L22. Il casello di Levante diventerà il polo destinato alla divulgazione e sperimentazione della cultura alimentare, dedicato alla ristorazione e agli eventi legati al food. Il casello di Ponente, ripensato per ospitare eventi per la valorizzazione delle eccellenze di Milano e della Lombardia, sarà il polo di diffusione dell’arte e della cultura del territorio.

La sfida raccolta da L22 è quella di integrare la conservazione delle peculiarità storico-architettoniche con la valorizzazione funzionale intesa come leva di sviluppo locale, tenendo conto delle potenzialità degli edifici e delle loro possibilità di reinserimento nel tessuto urbano e socio-economico di cui fanno parte. Uno dei punti focali della riqualificazione di L22 è quello di migliorare percezione e fruizione dello spazio a tutta altezza dell’atrio concentrando l’attenzione su insoliti punti di vista. Il cono visivo tra monumento e verde del parco è conservato e i vestiboli diventano ambienti che affacciano sulla piazza generando nuove visuali tra i caselli.

Render progetto (foto L22)
Render progetto (foto L22)

Preservando e valorizzando al meglio le potenzialità intrinseche degli edifici storici, gli interventi architettonici risultano silenziosi e complementari al nuovo duplice programma funzionale – ristorazione e location per mostre. Anche per le necessarie demolizioni delle superfetazioni lontane dal progetto originario come comignoli sulle coperture, tubazioni in facciata, serramenti, pavimenti, controsoffitti, porte e tamponamenti, il principio guida è quello di minimizzare gli interventi per l’insediamento delle nuove funzioni.

Casello di Levante e casello di Ponente presentavano stati di fatto differenti tra loro: il casello di Ponente aveva conservato una configurazione più fedele all’originaria rispetto a quello di Levante, e per questo è stato scelto per l’utilizzo a prevalenza espositiva nell’ottica di garantire continuità nella configurazione degli spazi interni.

Con lo stesso spirito di rispetto verso il passato che guida tutto il progetto, sono stati introdotti alcuni nuovi elementi architettonici, che rendono contemporanea l’immagine generale dei caselli.

Creazione della passerella pedonale La passerella pedonale che attraversa lo spazio cavo monumentale dell’atrio è l’intervento di maggiore impatto architettonico, offrendo una vista inedita dello spazio dell’atrio in posizione ravvicinata alla volta. La nuova struttura, prevista per entrambi i caselli, è collocata in modo speculare. Da un punto di vista strutturale si tratta di una composizione di tubolari in acciaio a sezione variabile con costolature di irrigidimento. I materiali utilizzati sono acciaio con trattamento ferro micaceo per l’intradosso del ponte, pavimentazione in beola fiammata e parapetti in vetro.

Chiusura dell’arco L’introduzione delle pareti vetrate a chiusura dell’arco trasforma l’essenza stessa dei dazi, tramutandoli da luogo di passaggio a luogo di sosta, relax e divertimento. Con la parete vetrata, la nuova facciata si adegua alle normative legate al risparmio energetico. Le nuove pareti rappresentano soluzioni di minimo impatto anche grazie alla massima riduzione delle dimensioni della struttura a sostegno delle superfici vetrate: per la chiusura dell’arco sono previste ampie porte in vetrocamera a doppio battente con sistema di apertura verso l’esterno, senza telaio.

Chiusura del vestibolo L’introduzione di pareti vetrate a chiusura del vestibolo rende fruibili tutti i locali. La leggerezza e la trasparenza dei nuovi elementi consentono di ridurre al minimo l’interferenza con la spazialità degli edifici preservando l’attuale rapporto tra pieni e vuoti. Per la chiusura del vestibolo sono previste ampie porte in vetrocamera a doppio battente con sistema di apertura verso l’esterno, senza telaio. Il disegno della suddivisione delle lastre per il vestibolo ha seguito le regole geometriche degli edifici per non alterarne la coerenza costruttiva.

Copertura del cortile Le pareti vetrate orizzontali a chiusura del cortile sono caratterizzate da un nuovo disegno geometrico: un telaio a lunetta collocato in posizione orizzontale sorregge una superficie in vetrocamera composta da elementi triangolari che garantiscono la gestione delle corrette pendenze per lo scolo delle acque. La struttura in acciaio è sorretta da piccoli pilastrini in acciaio di sezione tonda appoggiati alle pareti esistenti per stabilizzare l’intera superficie trasparente.

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