Italia: Pil 2015 rivisto al rialzo, nel 2016 aggancia la Germania

Crystal ball with a bar chartSecondo il rapporto di previsione di ottobre 2015, redatto da Prometeia, nel 2016 l’Italia crescerà allo stesso ritmo della Germania, all’1,2%. Rivisto al rialzo il Pil per l’intero 2015 a + 0,8%, grazie a una domanda interna più vivace del previsto, che compensa il calo vistoso degli Emergenti. Prometeia ritiene che le esportazioni italiane possano reggere l’urto del rallentamento della crescita degli Emergenti, grazie alla capacita, già mostrata in passato, di diversificare rapidamente in altri mercati. Il calo della domanda proveniente da Russia e Cina, in particolare, si abbatterà su imprese mediamente più grandi e innovative, meglio capitalizzate e dotate di maggior capitale umano rispetto alle altre imprese esportatrici. Imprese, in una parola, più resistenti di fronte a shock negativi. Il rallentamento della crescita delle esportazioni è già in atto nel secondo semestre di quest’anno; si consoliderà nel prossimo e la loro crescita scenderà al 3,4% dal 4,6% del 2015. Di conseguenza, la crescita del Pil viene corretta al rialzo nel 2015 (0,8%) e al ribasso nel 2016 (1,2%). Il sostegno alla crescita viene dalle condizioni del mercato del lavoro in via di miglioramento e dall’approccio espansivo della finanza pubblica. Fino al 2018 Prometeia prevede il Pil tra l’1 e l’1,5%, ritrovando un ritmo che non si vedeva dagli anni Novanta. L’attuale fase di ripresa è una delle più ricche, per posti di lavoro creati, degli ultimi 25 anni. Infatti, se si esclude il 1999, quella di cui stiamo sperimentando l’avvio si preannuncia come una delle fasi di ripresa ciclica più job rich degli ultimi 25 anni, poiché dopo le recessioni sia del 2009 sia del 1993 l’occupazione complessiva aveva continuato a contrarsi. Ma ancor più che per l’intensità, questa ripresa si caratterizza per la velocità con cui l’occupazione sta reagendo in “presa diretta” alla crescita del Pil. Complessivamente crescita economica e sgravi fiscali potrebbero portare a una crescita di occupazione nell’ordine dei 110 mila addetti nel 2015, di circa 180 mila nel 2016.

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