Investment Compact, le novità per le pmi

imprese-innovative-150306134003È stata appena approvata dal Senato la conversione in legge del decreto Legge numero 3 del 24 gennaio 2015 recante misure urgenti per il sistema bancario e gli investimenti, meglio conosciuto come Investment Compact. Molte le novità per le pmi, soprattutto per quelle innovative e per le start-up.

Entrando nel dettaglio, la legge stabilisce la definizione e i requisiti delle pmi innovative. Si tratta di imprese e società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, le cui azioni non sono quotate su un mercato regolamentato, che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di euro o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di euro.

Altre novità riguardano gli incentivi fiscali in favore di persone fisiche e persone giuridiche che intendono investire nel capitale sociale delle pmi innovative che, con l’entrata in vigore della legge, non godono dell’esonero dal pagamento dei diritti di segreteria dovuti per adempimenti relativi alle iscrizioni nel registro delle imprese nonché del diritto annuale dovuto alle camere di commercio.

La legge poi estende, da 4 a 5 anni, il periodo massimo di attività entro il quale la startup può godere dei benefici previsti dalla legge.

Novità anche per quanto riguarda i finanziamenti agevolati alle pmi per gli investimenti in beni strumentali previsti dalla Nuova Sabatini. Il ricorso delle banche all’apposito plafond costituito presso Cassa Depositi e Prestiti è solo facoltativo e quindi le banche e le società di leasing potranno concedere i finanziamenti alle pmi anche utilizzando provvista autonoma.

Per quanto riguarda il Fondo centrale di garanzia per le pmi, la legge circoscrive alla sola garanzia diretta la limitazione del rilascio della garanzia del Fondo alle operazioni finanziarie di nuova concessione o erogazione.

 

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