Vaga

Innovazione e sostenibilità. Un percorso a due direzioni nella filiera

Emanuele Della Pasqua, amministratore delegato Vaga (foto Vaga)

Ricerca e innovazione legati al tema della qualità costituiscono un punto di forza su ci si basa la filosofia produttiva del Gruppo Mapei e delle società che ad essa fanno capo.
Come Vaga, azienda che nasce come produttore di aggregati umidi e secchi che ha sin da subito iniziato, anche grazie al confronto con realtà che operano nel settore dei prodotti chimici dell’edilizia, sotto la guida di Emanuele della Pasqua, ad dell’azienda, il percorso di innovazione e sviluppo dei prodotti nella direzione della sostenibilità, della qualità e della certificazione di prodotto e di processo.
«Il confronto con queste realtà produttive ha stimolato la nostra sensibilità alla produzione sempre più efficiente di prodotti certificati, controllati dal punto di vista della sicurezza e delle prestazioni e che rispondessero a requisiti ambientali sempre più stretti e sempre più sentiti dagli utilizzatori finali – ha dichiarato Emanuele della Pasqua durante un talkshow, organizzato da 4Bild, una realtà con 15 punti vendita di materiali da costruzione e finiture per la casa a Milano, provincia, Seregno e Como e 5 piattaforme di e-commerce –. Questo ci ha portato, nel 2010 a produrre materiali finiti per l’edilizia: malte, sottofondi e betoncini e abbiamo trasferito su questi prodotti tutta quella che era la filosofia e l’esperienza già accumulata nel lavoro precedente. Da qui è nata l’esigenza di certificare questi prodotti e di analizzarli dal punto di vista ambientale, per misurare la loro sostenibilità e innovazione. Noi partiamo da materia prime a Chilometro Zero, nel senso che la maggior parte delle materie prime, ovvero gli aggregati, li produciamo noi e arrivano agli impianti di lavorazione da una distanza inferiore ad 1 chilometro. Ma, un buon prodotto non è tale finché non arriva a destinazione, ovvero finché non è a servizio dell’utilizzatore finale, e perché le sue qualità e innovazione non venga inficiata è importante anche la qualità della filiera».

Crede molto nella filiera Emanuele Della Pasqua, soprattutto nella qualità delle partnership con gli anelli della catena degli operatori dell’edilizia. In particolar modo nella distribuzione che definisce vero collaboratore dell’azienda produttrice.

«Il nostro business gravita molto su Milano in cui si sta costruendo tanto, ci sono tantissimi cantieri aperti, anche in centro. Dall’altra parte l’accesso al centro del capoluogo lombardo è sempre più limitato, oltre all’area C, adesso è stata creata l’area B che limita soprattutto il traffico commerciale. Negli ultimi tempi, poi la creazione di piste ciclabili, da un lato incentiva una mobilità sempre più sostenibile, ma dall’altro crea una limitazione ancora maggiore al traffico commerciale, almeno quello diretto verso il centro della città. Questo cambia l’esigenza dei cantieri che una vota erano raggiunti direttamente dalle betoniere e che invece, adesso, hanno più difficoltà di movimento nel centro cittadino. Nasce proprio dai cantieri, quindi, l’esigenza di ricevere il materiale, anche lo stesso calcestruzzo, in sacchetti: materiale imballato di facile movimentazione anche per la realizzazione di elementi strutturali e quindi, per quantitativi non ridotti.
Oggi un produttore avrebbe fortissima difficoltà a fornire direttamente questi cantieri, ha bisogno della figura del rivenditore che sia anche attrezzato per poter eseguire la fornitura giornaliera del cantiere con i mezzi propri. Questo è il classico esempio del servizio e di come la struttura del rivenditore può aiutare il produttore a fornire il cantiere.
Anzi, all’interno della catena produzione-distribuzione-cantiere, io vedo almeno due flussi importanti, uno è quello fisico del materiale che dal produttore, attraverso il distributore, arriva al cantiere e all’utilizzatore, l’altro ha il verso contrario ed è quel flusso di informazioni ed esigenze del cantiere che attraverso il distributore torna al produttore e fa sì che a questi arrivino i bisogni del cantiere, attraverso i progettisti quali le nuove filosofie e tecniche costruttive, questo è molto importante per la crescita delle imprese produttrici che, investendo in ricerca e sviluppo la orientino anche a soddisfare le esigenze del cantiere. Per questo è importante legarsi a distributori partner che condividano con l’impresa produttrice esperienza e competenze, questa è anche la filosofia di Sercomated di cui Vaga è socio».

E non è difficile attivare delle partnership di alto livello, con realtà distributive eccellenti, non per Vaga per cui eccellenza e innovazione sono valori fondamentali che guidano l’azienda verso nuove frontiere, sempre più sostenibili e…ad alte prestazioni.

«Proprio dallo studio dell’Epd dei prodotti è nata l’esigenza di individuare degli aggregati che non fossero i nostri aggregati vergini estratti nelle nostre cave, sfruttando le risorse naturali.
Da qualche anno abbiamo attivato, in questa direzione, delle ricerche in collaborazione con l’Università di Parma e con alcune aziende importanti a livello nazionale che invece avevano l’esigenza di dover trovare un utilizzo per quelli che per loro erano dei rifiuti. Ad oggi abbiamo individuato alcune fonti possibili di aggregati derivanti o da materie prime seconde o da rifiuti e adesso siamo in fase di richiesta di autorizzazione per un impianto per il trattamento dei rifiuti per la loro conversione in materie prime seconde.
Uno degli aspetti più importanti della ricerca che abbiamo condotto è quello della qualità prestazionale degli aggregati che andremo ad ottenere che possono essere utilizzati per la realizzazione di prodotti performanti, non quindi per il magrone di sottofondo o lo strato di copertura di sottofondo delle strade, ma che possano essere utilizzati in miscele di calcestruzzo o addirittura in prodotti premiscelati tecnici e ad alte prestazioni».

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