Il rilancio dell’economia piemontese passa dal terziario

La Confcommercio piemonteseha organizzato un workshop sul tema “Il contributo del settore terziario al rilancio dell’economia piemontese” nel corso del quale le imprese della regione hanno chiesto che venga riconosciuto il loro ruolo in occasione della programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali europei. «Sono le uniche risorse pubbliche per il Piemonte», ha sottolineato la presidente dell’Ascom torinese, Maria Luisa Coppa.

Maria Luisa Coppa, presidente Ascom Torino

Nel corso dell’evento è stato sottolineato come il peso del settore terziario in Piemonte sia aumentato tra il 2007 e il 2011 dal 68,85% al 70,12%, mentre nello stesso periodo quello di industria e agricoltura si è ridotto rispettivamente dal 29,64% al 28,38% e dall’1,50% all’1,49%. Anche sul fronte degli occupati il saldo è positivo: + 38.000 tra il 2007 e il 2012. «Alla luce di questi numeri – ha detto Coppa – e del fatto che la stessa Commissione europea si è ripetutamente espressa per una strategia di sviluppo fondata sull’esigenza di promuovere la competitività di tutti i settori produttivi, alla Regione e alle istituzioni pubbliche, anche nazionali, chiediamo una coraggiosa politica per i servizi che si integri con la più consolidata e riconosciuta politica industriale». «È sempre più evidente – ha detto poi Ferruccio Dardanello, presidente Unioncamere Piemonte – che, per uscire dalla crisi, uno slancio imprescindibile deve arrivare dalla ripresa dell’occupazione, tanto nel settore manifatturiero quanto in quello dei servizi: il terziario rappresenta un settore nel quale è possibile creare ricchezza ed occupazione qualificata, a beneficio dell’intero sistema economico».

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