Freri. Caro Presidente, ecco cosa è urgente per i rivenditori edili

Giuseppe Freri, presidente di Federcomated, l’associazione politico-sindacale che, aderente a Confcommercio, rappresenta i rivenditori di materiali, finiture, attrezzature e accessori per l’edilizia e l’architettura, ha inviato una lettera al presidente della conferderazione Carlo Sangalli, con la quale sottolinea la necessità di  provvedimenti e azioni urgenti. Ecco il contenuto.

«Caro Presidente,
faccio seguito al comunicato congiunto elaborato con le altre organizzazioni della filiera edile per rappresentarTi la gravità della situazione in cui versa la categoria che mi onoro di rappresentare.

Gli aspetti da considerare sono tanti, ma mi limito ad esaminare solo quelli che evidenziano la peculiarità del settore.

In primo luogo la posizione strategica del comparto: esso si pone al centro di una filiera produttiva, che ingloba tutto il settore casa/ambiente e coinvolge in forma diretta ed indiretta centinaia di migliaia di imprese piccole, medie, grandi e milioni di lavoratori, e fa da locomotiva ad altri comparti quali mobili e arredi, manutentori degli edifici, comprese le strutture ospedaliere e quelle destinate alla produzione di servizi indispensabili al contrasto all’emergenza Covid-19.

Molte di queste imprese premono sui cancelli dei magazzini edili per approvvigionarsi di prodotti e attrezzature necessari alla prestazione manutentiva, risultando per loro incomprensibile il fatto che alcuni prodotti (ferramenta, vernici, materiali idrosanitari) possono essere venduti, mentre ad altri (materiali da costruzione) è interdetta la vendita.

Pur comprendendo le ragioni per cui sono state compilate le liste delle attività consentite, risulta invece incomprensibile la lentezza con cui si dovrebbe porre rimedio, cioè: consentire l’apertura anche per le attività di vendita dei nostri materiali.

È urgente, perciò, un provvedimento del Mef/Mise/Mit, che riconosca l’attività del magazzino edile fra quelle indispensabili per le finalità dell’emergenza sanitaria.

Il dualismo tra la visione governativa e la realtà del mercato non giova né alle imprese, prive di certezza del quadro normativo, né alle istituzioni, che hanno la responsabilità della sanità pubblica e dello sviluppo economico.

In secondo luogo va ancora sottolineato che l’attività di vendita viene svolta su ampia superficie congiuntamente al dettaglio e all’ingrosso; ciò consente l’uso dei dispositivi di protezione individuali secondo i protocolli predisposti dall’autorità sanitaria e, allo stesso tempo, di disciplinare e contingentare gli accessi dei clienti, riducendo significativamente il rischio di contagio.

È urgente, caro Presidente, che gli imprenditori e le imprese comincino a guardare al futuro post-emergenza coronavirus e ai modelli organizzativi da adottare per uscire dall’economia di guerra ed entrare in quella di pace. L’assenza di progettazione è il lato oscuro che dobbiamo illuminare con la forza delle competenze imprenditoriali e la capacità creativa del nostro sistema produttivo, che va liberato dall’oppressione della burocrazia e dai miasmi delle mafie e della corruzione.

È urgente che l’Organizzazione tutta (territori, categorie e centrale) raccolga i frutti del lavoro fatto per favorire la tenuta morale e la coesione sociale del Paese, che sta vivendo un momento storicamente unico.

È urgente che lo Stato investa sul futuro senza timori di accrescere il debito pubblico per immettere liquidità nel sistema produttivo ed evitare l’interruzione del ciclo finanziario e offrire, così, a tutti la possibilità di contribuire alla rinascita del Paese.

È urgente, infine, che si faccia convivere la priorità sanitaria con il rilancio del sistema produttivo, evitando ogni conflitto istituzionale che consenta di combattere il virus distruggendo l’economia. L’indigenza produce morti, tanti quanti ne provoca l’infezione sanitaria.

Con la speranza che la presente possa essere utile contributo a sostegno dell’azione Confederale, passo a porgerTi un caro ed affettuoso saluto» Giuseppe Freri, presidente di Federcomated

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