Fluida lavorabilità

Le malte per l’impermeabilizzazione sono formulate a base di cemento e specifici elastomeri e messe in opera con molta rapidità su qualsiasi supporto e in particolare sui piani orizzontali.

 

Foto Cad

Le superfici esterne dei manufatti edilizi sono soggetti all’aggressione dei composti inquinanti atmosferici, al contatto con acqua anche ristagnante, alle intemperie e agli agenti aggressivi presenti nell’ambiente di posa I trattamenti protettivi e impermeabilizzanti sono sovente eseguiti con malte premiscelate e tra questi una particolare tipologia a base cementizia viene formulata con composti elastomerici che conferiscono alla coltre una maggiore o minore flessibilità così da rendere il preparato posto in esercizio capace di deformarsi insieme al manufatto senza distaccarsi. Si tratta di composti da applicare con uno spessore di pochi millimetri, che sono caratterizzati da una notevole fluidità e lavorabilità, in modo da rendere la stesura facile e molto rapida con l’uso di attrezzature tradizionali sia manuali come il pennello o il rullo che meccaniche come i sistemi a spruzzo airless. Tutte le versioni possono essere utilizzate come finitura delle superfici su manufatti di getto stagionati, su elementi prefabbricati o su intonaci cementizi, tanto nuovi che da ripristinare in fase di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il campo di applicazione dei sistemi protettivi elastomerici è particolarmente ampio e riguarda tutte le strutture e i piani verticali esterni o interni che nel tempo possono ricoprirsi di cavillature in grado di far penetrare all’interno del manufatto gli agenti del degrado: microfessure da ritiro igrometrico e da ritiro plastico oppure discontinuità provocate da vibrazioni, da urti o dal normale esercizio come talvolta avviene all’intradosso di elementi precompressi. Per questi casi il protettivo elastomerico a flessibilità permanente permette di chiudere le fessure, garantendo l’uniformità della protezione anche se nel tempo si dovessero formare altre cavillature al di sotto della coltre del rivestimento.

Foto Ruredil

LE CARATTERISTICHE TECNICHE 

La composizione delle malte rasanti e dei rivestimenti a strato sottile è molto varia e usualmente si tratta di composti a base cementizia monocomponente oppure bicomponente che vengono miscelati in opera con acqua o con una resina a flessibilità permanente formulata con doti di inalterabilità. Le malte sono in miscela con inerti resistenti al gelo e con additivi che aumentano la capacità del composto di disperdersi al momento della preparazione assicurando ottime doti di lavorabilità e di applicabilità. I prodotti, anche se messi in opera da molto tempo, non ingialliscono, non mutano di aspetto anche se perennemente immersi. Per tutte le soluzioni i leganti sintetici presenti nel premiscelato, conferiscono ai rivestimenti elastomerici una notevole stabilità in un ampio campo di temperature, accompagnata da una forte capacità adesiva in ogni condizione. La flessibilità impedisce che la coltre venga lacerata quando, per diverse cause, si producono microfessure o deformazioni lungo la superficie esposta del supporto. La possibilità di allungarsi e di restringersi ciclicamente, rende il rivestimento in grado di non opporsi ai movimenti di dilatazione e di contrazione del manufatto, non solo al variare delle stagioni, ma anche derivati da improvvisi cambiamenti di temperatura o delle condizioni d’insolazione. Molte varianti sono certificate per il contatto con acqua potabile e permettono l’applicazione per la tenuta dall’interno dei serbatoi e della rete acquedottistica.

Foto Torggler

LE QUALITÀ PROTETTIVE

Una volta applicato il prodotto e aver atteso la reticolazione dei leganti organici contenuti nella miscela, il formulato protettivo diviene impermeabile all’acqua e a tutti i composti aggressivi del degrado, acidi o sali, veicolati in soluzione dalla pioggia. La continuità della coltre permette di proteggere le superfici del manufatto non solo dalle intemperie, ma anche dai fenomeni distruttivi legati ai cicli di gelo e disgelo. Molti preparati sono stati formulati appositamente per la stesura sui massetti di pavimentazione, allo scopo di salvaguardarli dall’acqua e dall’umidità pur con una completa capacità di adesione da parte dei cicli di incollaggio dei rivestimenti.

Foto Proind

L’impermeabilità e la capacità di trattenere i composti gassosi aggressivi, sono accompagnate sempre da una traspirabilità più o meno accentuata. Il coefficiente di resistenza alla diffusione dell’acqua sotto forma di vapore è sempre abbastanza basso per tutte le versioni così da permettere all’umidità interstiziale del supporto di propagarsi senza ostacoli verso l’esterno e senza creare pressioni tali da provocare il distacco della coltre con perdita nell’efficacia della protezione. La specifica elasticità permette di realizzare ponti aderenti, garantendo così una completa continuità nella protezione, al di sopra di fessure vecchie e nuove con una capacità, per talune versioni, di resistere senza lacerarsi se nel supporto si formano discontinuità fino a 1 millimetro.

IL CAMPO DI IMPIEGO

Con i prodotti cementizi elastomerici, l’impermeabilità all’acqua è in genere garantita per pressioni a spinta positiva, come avviene su piscine o vasche con stesura del preparato all’interno, ma diversi formulati sono idonei anche a resistere a moderate spinte negative, caratteristiche di manufatti rivestiti all’esterno e con umidità o acqua presente nel corpo della struttura. La capacità di tenuta al contatto con l’acqua, si estende ai box doccia, ai locali bagno e con forte umidità, alle cucine, alle strutture esterne come balconi e terrazzi anche quando devono essere utilizzate piastrelle ceramiche per la successiva finitura.

 

Foto Cercol

 

LE CARATTERISTICHE APPLICATIVE

I protettivi elastomerici da applicare a strato di alcuni millimetri sulle superfici permettono di colmare le piccole irregolarità eventualmente presenti sul supporto e possiedono doti tissotropiche che facilitano la posa sui piani verticali o negli intradossi. Per la loro fluidità consentono di intervenire anche su strutture di forma complessa, sulle quali viene mantenuta la continuità dello spessore anche negli angoli e negli spigoli. In genere si ricorre a due strati sovrapposti al supporto già preparato con le usuali precauzioni per la pulizia e per l‘asportazione dei materiali estranei. La stesura deve avvenire negli spessori massimi indicati dalle schede tecniche di accompagnamento del prodotto. La prima mano, eseguita per la preparazione del fondo o già nello spessore pari a metà dello strato finale, viene stesa con attrezzature manuali o meccaniche e va sempre applicata in modo da assicurare il massimo aggancio con il supporto. La rete di rinforzo e tutti gli accessori per aumentare la tenuta negli angoli e in corrispondenza dei giunti, sono inseriti nel primo strato, mentre il secondo viene applicata in successione dopo aver atteso un periodo di tempo per la parziale essiccazione della prima mano.

di Umberto Menicali

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