Filiera edilizia. Altri strumenti al vaglio degli esperti per aiutare la ripartenza

«Il nostro Paese sta attraversando la fase acuta dell’emergenza. Oggi abbiamo superato 13.155 decessi. Questa è una ferita che ci addolora particolarmente, una ferita che mai potremo sanare. Ecco, non siamo nella condizione, lo voglio chiarire, di poter allentare le misure restrittive che abbiamo disposto. Non siamo nella condizione di poter alleviare i disagi e di risparmiare i sacrifici a cui si è sottoposti» Questo uno dei passaggi del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, durante la conferenza stampa dell’1 aprile in cui ha anche dichiarato di aver firmato il Dpcm che proroga fino al 13 aprile 2020 le misure fin qui adottate per il contenimento del contagio epidemiologico da Covid19.

E non sono solo gli aspetti legati alla salute quelli a preoccupare. Il tessuto economico del nostro paese sta subendo un pesante attacco e le proposte, per una ripartenza, o perché imprese e cittadini non soccombano economicamente vengono avanzate da più parti. Tra queste, quelle di una moratoria per gli assegni scaduti o in scadenza, per vaglia e cambiali in modo che le imprese abbiano la possibilità di accedere alla liquidità che le banche, grazie alle garanzie dello stato metteranno a disposizione. Perché è proprio la liquidità delle imprese a far funzionare le principali filiere produttive. Questa e  altre proposte che possano contribuire ad evitare il tracollo delle imprese che maggiormente stanno subendo danni economici, sono allo studio di Federcomated e delle associazioni rappresentanti tutta la filiera delle costruzioni.

Intanto, l’Ufficio Studi Confcommercio, attraverso una nota sui dati Istat del 31 marzo ha commentato: «La stima preliminare dell’inflazione nel mese di marzo, effettuata nei primi 20 giorni del mese ed elaborata in un contesto di oggettiva difficoltà per la chiusura di molte attività, è un dato in larga parte atteso, in considerazione del brusco rallentamento dell’economia che ha coinvolto in primo luogo la domanda di energetici e larga parte dei servizi (per i quali in molti casi l’andamento dei prezzi è frutto di stime).  Allo stesso tempo era atteso un contenuto aumento dei prezzi degli alimentari legato sia a fattori stagionali sia all’improvviso all’aumento della domanda. Va anche segnalato l’aumento della componente fiscale sui tabacchi. L’assenza d’inflazione non è d’altra parte una novità per il nostro Paese che sconta ormai da quasi un anno tassi mensili tendenziali inferiori all’1%. Soprattutto durante l’emergenza, la stabilità dei prezzi sostiene il valore del reddito disponibile e dei risparmi. Anche per questa ragione, i provvedimenti di supporto al sistema produttivo e alle famiglie devono essere ben progettati: è necessario che agli ingenti trasferimenti e alle importanti iniezioni di liquidità corrisponda il funzionamento e l’integrità delle principali filiere produttive, al fine di evitare un eccesso di pressione della domanda che potrebbe comportare, nel breve termine, sfavorevoli tensioni inflazionistiche».

 

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