Federbeton. Le industrie del cemento colgono la sfida della carbon neutrality

Gli obiettivi del Green Deal europeo seguono una visione improntata alla sostenibilità. Tra i punti chiave troviamo la riduzione del 55% delle emissioni di CO2 entro il 2030, rispetto ai livelli del 1990, e neutralità carbonica al 2050. L’industria del cemento e del calcestruzzo, rappresentata da Federbeton, ha intrapreso da tempo questo cammino. Le aziende sono pronte a cogliere la sfida europea della Carbon Neutrality e a delinerare una strategia di decarbonizzazione articolata in obiettivi, strumenti e scadenze.

Le industrie pronte a investire 4,2 miliardi di euro

Il percorso verso la decarbonizzazione non è di certo privo di ostacoli. A questo processo sono ono legati investimenti importanti e l’aumento dei costi di produzione. Il primo rischio è quello di perdere competitività rispetto alle industrie dei Paesi extra UE, che non sono soggette alle stesse normative ambientali.

(Roberto Callieri, Presidente di Federbeton)alli

Commenta Roberto Callieri, Presidente di Federbeton«La filiera del cemento e del calcestruzzo vuole essere uno dei protagonisti della transizione ecologica. Per affrontare la sfida della decarbonizzazione, le imprese si sono dotate di una strategia che, da qui al 2050, prevede investimenti per un totale di 4,2 miliardi di euro, oltre agli extra-costi operativi pari a circa 1,4 miliardi annui. Solo con adeguati e immediati strumenti di supporto si potrà impedire il depauperamento del tessuto industriale, preservare la competitività della filiera e scongiurare la delocalizzazione delle emissioni. Non da ultimo, occorre condividere una nuova cultura ambientale, basata sul dialogo e non più sulla contrapposizione preconcetta a qualsiasi scelta dell’industria».

Federbeton, in sinergia con gli esperti KPMG Advisory, ha delineato una “strategia per la decarbonizzazione”. Tra gli obiettivi troviamo sia l’adozione di tecnologie di transizione a ridotto impatto CO2, sia l’applicazione su larga scala di tecnologie per la cattura della CO2 ad uno stato avanzato. L’impatto in termini di investimenti è di circa 4,2 miliardi di euro per arrivare alla neutralità carbonica entro il 2050.

Ciascuna delle azioni proposte può portare a questo ambizioso obiettivo. Ad esempio la sostituzione dei combustibili fossili con combustibili a ridotto impatto carbonico è una delle azioni previste dalla strategia Federbeton. Inoltre troviamo anche il ricorso ad energia rinnovabile ed efficientamento energetico unita all’uso di gas naturale e idrogeno. Federbeton suggerisce anche di produrre e utilizzare cementi innovativi con un minor contenuto di clinker consente di ridurre le emissioni. Infine parliamo di implementazione di tecnologie Carbon Capture, dell’approvvigionamento locale delle risorse e dell’ottimizzazione della quantità di calcestruzzo nelle costruzioni.

Le proposte Federbeton

Senza adeguate misure di sostegno da parte delle istituzioni per intraprendere il percorso di decarbonizzazione l’industria è seriamente a rischio. Federbeton chiede l’applicazione di misure adeguate e soprattutto messe in atto a tutela del settore.

Tra le proposte Federbeton troviamo ad esempio l’introduzione immediata del meccanismo di adeguamento CBAM (Carbon Border Adjustment) che prevede misure per proteggere la competitività dell’industria nazionale del cemento dalle importazioni da Paesi extra-UE.

Ma non solo: Federbeton chiede supporto supporto alle imprese per lo sviluppo e l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia. Infine si parla di aiuti statali per il clima, l’energia e l’ambiente. Il settore potrebbe così beneficiare delle agevolazioni per gli oneri indiretti della CO2 legati ai costi dell’energia.

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