Consiglio dei Ministri

Ecco i punti salienti del Decreto Semplificazioni

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, la Ministra della Digitalizzazione, Paola Pisano e, in videocollegamento, la Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, sul Dl Semplificazioni (foto governo.it)

Approvato dal Cdm il Decreto sulle Semplificazioni e l’innovazione digitale. Lo ha annunciato nella conferenza stampa del 7 luglio il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, con la Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, la Ministra della Digitalizzazione, Paola Pisano e la Ministra della Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone.

«Nella settimana di confronto che c’è stata a Villa Pamphili con le parti sociali, le associazioni di categoria, le autorità locali, i professionisti, i cittadini comuni, è stato corale l’appello a ridurre la burocrazia a far correre il nostro Paese – ha esordito il Presidente del Consiglio -. Noi siamo sempre stati convinti di questa priorità e adesso l’abbiamo concretizzata con un decreto che, finalmente, semplifica, velocizza e digitalizza i procedimenti amministrativi, sblocca una volta per tutte i cantieri e gli appalti. Questa riforma è il trampolino di lancio di cui l’Italia in questo momento ha bisogno.

Un Paese più agile, più moderno, più competitivo

Oggi il rapporto tra le imprese, i cittadini e la pubblica amministrazione è un percorso ad ostacoli, una strada tortuosa, piena di buche e deviazioni in cui finiscono per impantanarsi anche i migliori progetti di sviluppo di un’impresa, ma anche del paese.
Noi vogliamo rimediare a tutto questo e lo facciamo con questo decreto perché offriamo una strada, un percorso a scorrimento veloce per tutte queste opere affinché si possa avere un rapporto leggero, diciamo a portata di click, tra persone, lo Stato e le sue articolazioni.

Una strada a scorrimento veloce, ma con l’autovelox

Alziamo il limite di velocità dell’Italia che deve correre, ma al contempo rafforziamo anche i presidi della legalità, gli autovelox: non vogliamo assolutamente offrire spazio agli appetiti criminali che alterano la concorrenza e conseguono guadagni indebiti.
Questo provvedimento rappresenta la base per il nostro piano per il rilancio che contiene riforme e interventi sui quali, poi, andremo a chiedere finanziamenti europei.

Sbloccate 130 opere strategiche

Ieri in Consiglio dei ministri abbiamo anche approvato l’elenco di 130 opere strategiche “Italia Veloce” che sono state individuate specificamente dal Mit (Ministero Infrastrutture e Trasporti), a queste aggiungiamo le opere per Cortina e quelle di competenza di altri ministeri, sanità, dissesto idrogeologico, scuole, caserme, carceri, polizia.
Andremo quindi a realizzare speditamente alcune di queste opere, ecco un brevissimo elenco. Per l’Alta Velocità la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania-Messina (che va in gara già questa estate) la Pescara-Roma, la Pescara-Bari, Genova-Ventimiglia, la Venezia-Trieste, la Gronda, la 106 Ionica, l’ampliamento della Salaria (fronti laziale e marchigiano), ampliamento della Pontina, la Ragusana, commissariamento anello ferroviario di Roma, Ponte sullo Scrivia (invece che manutenerlo sarà demolito e ricostruito), potenziamento Agrigento-Caltanissetta, Alta Velocità Brescia -Verona, commissarieremo 9 dighe sarde, perché la Sardegna ha bisogno di acqua, e ancora la diga di Pietrarossa Enna-Catania e poi in Lombardia, come ho già detto, realizzaremo le varie opere per le olimpiadi.

Appalti più semplici e veloci

«Fino al 32 luglio 2021, niente gara d’appalto sotto i 150mila euro e i lavori saranno affidato direttamente alle ditte (ad oggi l’affidamento diretto poteva essere effettuato fino alla soglia di 40mila euro). Da oggi, con questa norma, le pubbliche amministrazioni saranno in grado di far partire da subito opere importanti per l’intera comunità di riferimento.
Procedura negoziata senza bando di gara per lavori da 150mila a 5 milioni di euro. Inoltre, sopra la soglia europea, che per i lavori pubblici, come sappiamo, è di 5 milioni, la regola resta la gara ma con abbreviazione dei termini, salvo che vi sia una specifica ragione collegata all’emergenza Covid-19. In questo caso, non essendovi il tempo di una procedura ordinaria si procederà con una procedura negoziata con inviti. Prevediamo la possibilità di inviti e il criterio di rotazione delle ditte con delle soglie articolate per il numero di invitati.
Diamo poteri regolatori a tutte le stazioni appaltanti, quindi non serve necessariamente nominare un commissario per procedere speditamente ma prevediamo che in situazioni complesse, è in caso di complicazioni, si potranno nominare commissari sulla scia dell’esperienza già maturata per Expo Milano e per il Ponte Genova. Daremo un assetto unico alle norme sui commissari, mettendo ordine alle procedure di nomina».

Basta paura, conviene sbloccare

«Questa parte della norma riguarda i funzionari pubblici che da quando la norma andrà in Gazzetta ufficiale ci saranno più rischi per il funzionario che tiene fermi procedimenti e opere, non per quello che li sblocca. Fino ad ora, infatti, il funzionario che fa carriera è quello che rimane inerte, non firmando e non sbloccando le opere e, paradossalmente il funzionario che si assume le responsabilità rischia di esporsi a un soverchio danno».

Stop alla paura della firma

«Dobbiamo eliminare la paura della firma; i funzionari pubblici devono essere in condizioni di sbloccare lavori ed opere e per questo, fino al 31 luglio del 2021, la responsabilità davanti alla Corte dei Conti per danno erariale per chi autorizza un’opera o un procedimento sarà limitata al solo dolo (cioè a un comportamento malevolo intenzionale) resterà la responsabilità per colpa per le omissioni e quindi per le inerzie. Questo è un incentivo ad operare e a farlo correttamente».

Le opere e i cantieri non si bloccheranno

«In materia di appalti si procederà con sentenza breve, non solo, la tutela sarà limitata al solo risarcimento dei danni per tutti gli interventi urgenti da emergenza Covid-19.
Le stazioni appaltanti avranno l’obbligo di completare le opere urgenti anche in caso di ricorsi e contenziosi in Tribunale, salvo che non vi sia un provvedimento del giudice che espressamente inibisca la stazione appaltante.
Sarà attivato un collegio consultivo tecnico, importante soprattutto per le opere sopra soglia perché consentirà di prevenire le liti in fase di esecuzione delle opere e a risolvere tutte le dispute tecniche sull’esecuzione delle opere che molto spesso bloccano i cantieri».

Stop alle attese infinite di richieste e autorizzazioni

«La Pubblica amministrazione deve rispondere, entro i termini previsti, rispondere in una sola volta ed esporre tutte le ragioni che giustificano il non accoglimento delle richieste del cittadino. Non può parlare per comunicazioni successive, perché dopo la prima risposta non potranno più intervenire.
Tempi compressi per autocertificazioni rilasciate dalle Conferenze dei servizi: le amministrazioni hanno 60 giorni di tempo per le risposte.
E poi, c’è una norma rivoluzionaria, perché da ora in poi, dato che la burocrazia non è a carico dei cittadini; per cui se questi devono affrontare nuovi costi e pratiche burocratiche, questi costi dovranno essere compensati, anche con detrazioni fiscali.
D’ora in poi la Pa deve pubblicare, sui propri siti, i tempi effettivi di durata delle pratiche e comparandoli sinotticamente con i tempi previsti per legge».

Edilizia: più semplice costruire e rigenerare

«Demolizioni e ricostruzioni più semplici, procedure più veloci, senza maggior consumo di suolo e, naturalmente, sempre nel rispetto dei principi di legalità e legittimità
Incentivi e riduzione del contributo da pagare al Comune per interventi di rigenerazione urbana (per esempio interventi su aree degradare, strutture da riqualificare)
Alcune norme del Decreto Semplificazioni contengono facilitazioni per la ricostruzione delle aree terremotate.
Non sarà più necessaria l’autorizzazione della Soprintendenza
ai beni culturali per strutture mobili da collocare su vie e piazze, salvo che queste strutture non siano in prossimità di siti archeologici o di beni di particolare rilevanza storico-artistica.

Legalità e trasparenza. Paletti più forti
Le norme contenute nel decreto sono anche volte ad evitare che la speditezza delle procedure potesse accompagnarsi a una maggiore permeabilità dell’illegalità. Per questo saranno facilitati i protocolli di legalità contro gli appetiti criminali,
Avremo procedure urgenti per il rilascio della certificazione antimafia attraverso la sola consultazione di più di 80 banche dati che si aggiungono a quelle attualmente consultate».

Un Paese a portata di click

«Chiederemo a tutta la Pa che sia tutto digitalizzato in modo che non si creino più file agli sportelli. Basterà un’app sul cellulare per autocertificazioni, istanze, richieste e dichiarazioni agli uffici pubblici.
Meno scartoffie e moduli richiesti ai cittadini, gli uffici pubblici lavorano in automatico, condividono le banche date sui cittadini. Stiamo anche lavorando a un grande progetto di banda larga».

Una spinta agli investimenti green

«Non è pensabile che l’Italia possa attendere tanto tempo per la realizzazione di alcune opere. Per questo abbiamo previsto il dimezzamento dei tempi della Valutazione di impatto ambientale sulle opere pubbliche, lo sblocco degli interventi sulla rete idrica, bonifiche ambientali più semplici e veloci, fondi più veloci per gli interventi sul dissesto idrogeologico e procedure semplici e veloci per i progetti collegati alle fonti rinnovabili».

Lo Stato amico delle imprese

«Aumenta l’importo di erogazione dei contributi alle imprese in un’unica soluzione (Nuova sabatini) e abbiamo previsto la semplificazione nell’erogazione dei contributi nel settore agricolo».

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