Confindustria Ceramica. Quale sarà il futuro sostenibile della ceramica?

Seminario “L’industria della Ceramica Italiana per gli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030 dell’ONU”. Foto di Confindustria Ceramica

Confindustria Ceramica ha presentato il seminario “L’industria della Ceramica Italiana per gli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030 dell’ONU” che rientra nell’ambito delle iniziative del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2019. Tutte le imprese hanno capito – o stanno capendo – che la sostenibilità è un fattore strategico per essere competitivi sul mercato e ancor più riconosciuti dal proprio territorio.

Su questi presupposti anche il Presidente Giovanni Savorani ha ricordato durante il seminario che l’industria ceramica italiana, con continui e massicci investimenti, ha saputo coniugare in maniera consapevole innovazione tecnologia, evoluzione del prodotto, tecnologie ambientalmente più sostenibili con livelli di inquinamento nettamente inferiori ai limiti di legge e delle BAT stabilite dall’Europa. Inoltre, le aziende ceramiche accanto alla sostenibilità ambientale, sono protagoniste di iniziative di welfare aziendale riconducibili alla responsabilità sociale di impresa, che spaziano dal benessere dei dipendenti fino ad iniziative a favore della comunità.

«E’ documentato un elevato livello di conformità delle emissioni delle nostre imprese. Per le emissioni dei forni nel periodo 2012-2016 Arpae ha effettuato a Modena e Reggio Emilia 1.783 controlli fiscali su ceramiche, rilevando solo il 3% di episodi di non conformità ai limiti di concentrazione. La qualità dell’aria nel distretto, misurata da anni dalle centraline di Arpae, è assolutamente in linea, spesso migliore, con quella delle altre aree delle due Province. Infine le analisi condotte da AUSL sullo stato di salute della popolazione del distretto evidenziando livelli di mortalità, livelli di incidenza dei tumori e tasso di ricoveri più bassi dei valori medi delle Province di Modena e Reggio Emilia. Siamo convinti che le sfide competitive del futuro siano affrontabili solo in chiave di sviluppo sostenibile e con una grande attenzione alla formazione di nuove e moderne figure professionali»  Presidente Giovanni Savorani

Seminario “L’industria della Ceramica Italiana per gli Obiettivi di Sostenibilità dell’Agenda 2030 dell’ONU”. Foto di Confindustria Ceramica

«L’Agenda 2030 riconosce alle imprese e alla finanza un ruolo chiave verso un nuovo modello di sviluppo, che coniughi economia, ambiente e società. In Italia molto si sta muovendo in tanti settori come quello della ceramica, che è all’avanguardia su questi temi ed è uno dei motori dell’economia dell’Emilia Romagna. Le imprese hanno capito quanto la sostenibilità sia diventato un fattore strategico per essere competitivi e ancor più riconosciuti dal proprio territorio. Confindustria sta promuovendo dei roadshow il cui focus é dimostrare i vantaggi della sostenibilità in termini di crescita economica e culturale» Rossana Revello, Presidente del Gruppo Tecnico RSI di Confindustria

Confindustria e imprese
Confindustria propone due percorsi alle imprese: da un lato, il progetto di Temporary Manager per la Sostenibilitá, a costo zero per le Pmi, per affiancare il management e aumentare le competenze dei nostri imprenditori; dall’altro, l’istituzione di linee guida semplificate degli indicatori di performance per le Pmi.

Agenda 2030 ONU
L’Agenda 2030 ONU e i suoi 17 SDGs (Sustainable Development Goals) costituiscono un’ulteriore sfida culturale d’impresa e di azione per migliorare il profilo di sostenibilità delle imprese ceramiche italiane. I progetti sono complessivamente 55. In particolare, sono 9 gli SDGs sui quali si concentrano le azioni realizzate: tra questi, spiccano il Goal 12 (Produzione e Consumo Responsabili) con 23 pratiche, il Goal 9 (Imprese, Innovazione e infrastrutture) con 7 progetti e il Goal 8 (Lavoro dignitoso e Crescita Economica) con 6 progetti. Alcuni dei dati che emergono sono che il fattore di riutilizzo dei rifiuti/residui si attesta su un valore medio pari al 129%, ampiamente al di sopra del valore di soglia prescritto dalle BAT di settore (50%). Il 90% delle emissioni di Piombo e Fluoro e il 99% delle emissioni di polveri è abbattuto dagli impianti di depurazione. Dal 1998, le emissioni specifiche di polveri, piombo e fluoro a valle degli impianti di depurazione, sono diminuite di circa il 65%. Oggi l’industria ceramica del distretto ricorre alla ferrovia per più del 25% dei trasporti di materie prime in ingresso e per il 23% delle spedizioni di prodotto finito in uscita. La media nazionale è nell’ordine del 9%. In termini di utilizzo dell’acqua, il 100% delle acque reflue viene re-immesso nel ciclo produttivo.

Durante l’incontro, la direttrice del Centro Ceramico professoressa Maria Chiara Bignozzi ha presentato l’aggiornamento 2016-2017 del “Rapporto Integrato Ambiente, Sicurezza, Salute nel comparto Ceramico”, che misura le prestazioni ambientali delle aziende ceramiche, elaborato grazie ai dati di Arpae.

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