Camere di commercio, partito il piano degli accorpamenti

È partita ufficialmente il 23 luglio la riforma delle Camere di commercio italiane che porterà al dimezzamento del loro numero. Il comitato esecutivo di Unioncamere ha varato ufficialmente l’operazione di riordino prendendo atto delle prime indicazioni maturate a livello regionale. La richiesta era di indicare le possibili aggregazioni per portare il numero totale delle Camere dalle attuali 105 a non più di 50-60. Dodici Unioni regionali hanno già provveduto ad approvare l’accorpamento delle strutture camerali del proprio territorio, mentre le rimanenti formalizzeranno l’analogo percorso nei prossimi giorni. Gli accorpamenti tendono a creare realtà locali con un bacino pari ad almeno 80mila imprese che coniuga sostenibilità economica e valorizzazione dei territori.

Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere
Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere

«Come si conviene a istituzioni ‘del fare’, quali sono le Camere di commercio, stiamo portando a termine il processo di riorganizzazione delle 105 strutture oggi presenti sul territorio. Il processo di accorpamento intrapreso, ragionato e condiviso, punta certamente a una riduzione delle spese, ma anche alla salvaguardia delle specificità territoriali del nostro sistema produttivo al quale è diretta l’azione di servizio svolta dalle Camere di commercio. Il nostro obiettivo è quindi sì di spending review, ma anche di ottimizzazione delle azioni di supporto alle imprese, soprattutto di piccole dimensioni».
Ferruccio Dardanello, presidente di Unioncamere
Entro l’autunno tutte le Camere di commercio saranno impegnate a deliberare il nuovo assetto. La riorganizzazione non si limiterà a una riduzione del numero delle Camere di commercio, ma consentirà al sistema camerale di realizzare importanti economie, grazie anche all’adozione di costi standard e alla razionalizzazione delle società del sistema.

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