Buen retiro napoletano

Le rovine di una masseria di metà Ottocento si trasformano in una villa contemporanea con panorama mozzafiato sul golfo di Napoli, sfidando vincoli ambientali, paesaggistici e territoriali
Certosa di San Martino è un complesso di straordinaria valenza storico-paesaggistica in posizione dominante sul golfo di Napoli (foto di Kaldewei)

La Certosa di San Martino è un complesso di straordinaria valenza storico-paesaggistica in posizione dominante sul golfo di Napoli, da cui si abbracciano con lo sguardo dal Vesuvio, alla penisola sorrentina, dal porto, alle isole.

Dalla Certosa di San Martino si gode anche dello straordinario panorama offerto dal Vesuvio (foto di Kaldewei)

È su questi terreni, sulla collina del Vomero, un tempo appartenuti ai monaci e piantumati a vigne e orti al di sotto dei muri di contenimento dei giardini, che una giovane coppia realizza il sogno di avere la propria casa, acquistando le rovine di una masseria di metà Ottocento.

Delicato l’intervento che ha ripristinato la terrazza panoramica realizzata su copertura piana e con il muro di contenimento a valle (foto di Kaldewei)
Antonio Gravagniuolo, Architetto

«L’analisi della cartografia e dell’iconografia storica, dei materiali e delle tecniche costruttive, ci fanno collocare l’edificazione del casale su strutture preesistenti più antiche con altre destinazioni d’uso, quali muri di contenimento del terreno, delimitazioni di confini di proprietà o recinzioni. Documenti fotografici di inizio ‘900 ne certificano già lo stato di abbandono e degrado.
Per le sue peculiarità architettoniche e paesaggistiche, il fabbricato è stato sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza di Napoli, e pertanto, oltre alle difficoltà di carattere tecniche e logistiche, il progetto di restauro ha richiesto la stretta collaborazione tra diverse professionalità»
 Antonio Gravagniuolo, Architetto

Cosa è cambiato
Dell’antica masseria su due livelli restavano in piedi solo porzioni di murature in tufo, quasi inconsistenti, il solaio e una porzione di pavimento in cotto. Consolidato e messo in sicurezza il terreno, le murature sono state consolidate e integrate con blocchi di pietra di tufo, i solai rifatti con putrelle di acciaio, lamiera collaborante e soletta di calcestruzzo alleggerita. Le mura perimetrali sono state “incatenate” con cordoli superiori di muratura mista a profili di acciaio e coppie di profilati sulle due facce delle murature collegati con tiranti. Sui vani esterni e interni sono state eseguite piattabande di acciaio. Per contrastare il fenomeno dell’umidità di risalita dal terreno e dal terrapieno a monte sono stati realizzati vespai con casseri modulari al pavimento e controfodere di laterizi con camera d’aria ventilata in corrispondenza delle pareti contro-terra. Le volte delle aperture sono state riprese e completate, ricostruito il terrazzo laterale con la sottostante volta a crociera, senza mai impiegare il cemento armato, materiale proibito dalla Sovrintendenza. I materiali impiegati, comrpesi i rivestimenti interni, sono tutti compatibili con quelli originari.
Cementine a pavimento, intonaco a calce, legno e ferro, con dettagli nei toni dell’azzurro caratterizzano la zona living di questa particolare abitazione (foto di Kaldewei)

La tipologia costruttiva è quella del casolare di campagna e abitazione realizzata dalla borghesia napoletana come rifugio, diffusa in questa zona, scarsamente urbanizzata fino ai primi del ‘900. Si tratta di un rudere, di cui si riconoscono comunque il volume e le aperture, ma che necessita di un intervento a 360 gradi.

Le soluzioni progettuali sono compatibili con i valori storici e materici dell’immobile nel rispetto delle tecniche originarie (foto di Kaldewei)

Il casale è composto da un piano terra e da un piano seminterrato con accessi separati, il primo destinato ad abitazione, il secondo di servizio alle attività agricole. Il fabbricato è sottoposto a vincolo dalla Sovrintendenza di Napoli, restringendo e limitando notevolmente il campo di azione sia a livello di progetto che di scelta dei materiali. Senza contare che la proprietà si trova in una zona scoscesa raggiungibile soltanto a piedi attraverso ripide scalinate.

Nella camera, così come negli altri ambienti, l’impianto di climatizzazione estivo-invernale è del tipo a pannelli radianti a bassa temperatura a pavimento e ventilconvettori (foto Kaldewei)

Il progetto architettonico ricalca dunque l’impianto esistente, adattandolo all’uso residenziale ed esaltando la relazione spaziale tra interni ed esterni, tramite la valorizzazione delle grandi aperture ad arco con l’utilizzo di infissi di acciaio a sezione ridotta del telaio. Originariamente diviso in tre ambienti, sono stati eretti soltanto i tramezzi che delimitano la zona notte. I due livelli del fabbricato sono collegati nella zona centrale da una scala con gradini di pietra vesuviana, che funge da cerniera tra la zona notte e la zona giorno.

Nel bagno, pavimentato con cementine colorate, spiccano le soluzioni di Kaldewei in acciaio smaltato, che creano un nesso tra storia e modernità. Nella foto il lavabo Centro e la vasca Meisterstueck Classic Duo Oval (foto Kaldewei)

L’intervento fa uso di materiali analoghi a quelli originari o con essi compatibili, con utilizzo di soluzioni reversibili, secondo i principi del restauro. Le pareti esterne e interne sono rivestite con consistenti spessori di intonaco termoisolante a base di calce naturale, sia per pareggiare le irregolarità della muratura che per raggiungere i livelli richiesti di isolamento termico.

Le cementine colorate riprendono i colori delle vecchie bottiglie da farmacia (foto Kaldewei)

Al piano terra sono state posate delle cementine in tinta unita nelle aree soggiorno, e decorate in cucina e nei bagni, mentre nelle camere da letto il pavimento è costituito da listoni di legno trattati in modo naturale. Negli ambienti seminterrati sono state posate le pianelle di cotto antico, smontate e ripulite, recuperate nel rudere.

I colori del secondo bagno si ispirano al paesaggio agreste. Dominano un delicato verde pastello e calde tonalità di marrone (foto Kaldewei)
La filiera delle professioni
Donata Donzelli, Sales Director di Kaldewei Italia

Il produttore
Design senza tempo
Donata Donzelli, Sales Director di Kaldewei Italia, fa il punto sulla commessa di prodotti impiegati all’interno della residenza partenopea: «Kaldewei e l’acciaio smaltato sono la mia passione, fanno ormai parte del mio Dna e non posso che essere felice che i nostri prodotti siano stati utilizzati nella magnifica ristrutturazione delle rovine a Napoli. Spero sia stata proprio l’unicità del nostro materiale, l’acciaio smaltato appunto, ad aver conquistato questa giovane coppia: un materiale pregiato, resistente e dalle caratteristiche uniche. Allo stesso tempo penso che sia stato il design semplice, funzionale ma elegante, senza tempo e raffinato dei prodotti scelti ad aver conquistato anche i progettisti coinvolti nella ristrutturazione. Le soluzioni Kaldewei scelte per i bagni di questa residenza uniscono infatti passato e presente, grazie a linee pulite ed essenziali. Contemporanee e classiche al tempo stesso, si sono integrate perfettamente con l’architettura degli ambienti di questo ex chiostro e con le particolari scelte stilistiche dei progettisti». Donata Donzelli Sales Director di Kaldewei Italia

 

Carla e Claudia Fiorentino, due delle titolari di Fiorentino1932

Il distributore
Punto di riferimento sul territorio
Fiorentino 1932 nasce a Sorrento, nel lontano 1932 appunto, grazie all’iniziativa del nonno degli attuali titolari. Passata di padre in figlio, è oggi gestita dalla terza generazione, ma continua a essere un importante punto di riferimento sul territorio sorrentino e tutta la Costiera amalfitana. Nata come rivendita di materiali edili, negli anni Ottanta apre ai materiali di finitura e al contract, oggi punto forte dell’azienda. Tra i clienti principali Fiorentino 1932 annovera i più grandi alberghi del territorio, ma non solo, con i suoi mille metri quadri di area espositiva, attrae anche progettisti e privati. Con una vasta selezione di prodotti di alta gamma tra pavimenti e rivestimenti (un’area esclusiva dedicata alla ceramica vietrese), sanitari, rubinetterie, vasche, vasche idromassaggio e piatti doccia, box doccia, saune, mobili e accessori, radiatori da arredo, fino alle stufe e i camini, Fiorentino 1932 è una realtà fiorente, forte dell’esperienza maturata negli anni e della professionalità del suo personale.
Carla e Claudia Fiorentino Contitolari di Fiorentino1932

 

Francesco D’Alterio, titolare di Savit

L’imprenditore edile
L’arte del recupero
Francesco D’Alterio è il proprietario e amministratore unico di Savit, l’impresa che ha realizzato tutte le opere edili nella residenza. Attivo dal 1986, D’Alterio ha fondato questa impresa nel 2010, quando le commesse sono diventate più numerose e hanno richiesto una struttura più grande e più personale: attualmente conta con due impiegati e cinque o sei operai. Savit opera soprattutto a Napoli e provincia, con puntate più a nord, tra Roma e la Toscana. La ristrutturazione di appartamenti e fabbricati storici è la specializzazione di questa impresa, anche in situazioni tutt’altro che agevoli, in un intorno spesso complesso e inaccessibile, come nel caso del progetto di questa residenza: «L’unica vera difficoltà che ci siamo trovati ad affrontare è stata la gestione del cantiere, in un territorio scosceso che non è raggiungibile dai mezzi tradizionali. Per 2 km ci siamo dovuti servire di motocarriole manuali per poter trasportare tutti i materiali necessari». Il geometra D’Alterio descrive con orgoglio il lavoro paziente di recupero delle murature in tufo, senza impiego di calcestruzzo: «Le murature erano quasi inconsistenti, le abbiamo riprese e ricostruite con lo stesso materiale e messe in sicurezza con cordoli e tiranti in ferro, rifatti gli archi delle volte delle finestre, smontate e ripulite le soglie originali». Francesco D’Alterio titolare di Savit

SCHEDA
Committente: Privato
Tipologia: Residenza
Luogo: Napoli
Progetto architettonico, Direzione Lavori, Coordinamento Sicurezza:
Architetto Antonio Gravagnuolo
Interior design: Stephan Pöppelmann
Progetto delle strutture: Ing. Marco Bertoni
Progetto Impianti climatizzazione: Ing. Gianpiero Rasulo
Impresa Appaltatrice: Savit S.r.l.
Superficie coperta complessiva: 200 metri quadri
Terrazzi a livello e giardino: 180 metri quadri
Terrazzo di copertura: 150 metri quadri
Volume: 700 metri cubi
Importo lavori: 400.000 euro
Prodotti Infissi esterni: Forster Profilsystem
Sanitari: Kaldewei
Elettrodomestici: Kuppersbusch
Rubinetterie: Hansgrohe
Caldaia e Pompa di calore: Vaillant
Pavimenti: Via
Parquet: Hamberger
Fotografie: ©Kaldewei

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