Bossong. Ancorare in condizioni estreme? Ecco la risposta. Ed è italiana

L'albero della vita e Palazzo Italia (foto Bossong)
L’albero della vita e Palazzo Italia (foto Bossong)

L’esposizione universale, in barba ai detrattori che la volevano un flop, ha registrato un numero elevatissimo di visitatori, che fino agli ultimi giorni si è accalcato tra Decumano e Cardo per visitare i padiglioni dei diversi paesi e i cluster tematici, oltre che Palazzo Italia.

Milano Expo 2015. Il team Bossong dal Padiglione Italia
Milano Expo 2015. Il team Bossong dal Padiglione Italia

Per la realizzazione di molti padiglioni e strutture di Expo, Bossong, un’azienda italiana dal 1962, ha collaborato mettendo in campo il suo know how nel settore degli ancoranti.

Giovanni Pinna, resp. vendite Centro-Sud Italia, Aurelio Ambrosini, resp. vendite Nord Italia, Michele Taddei, direttore commerciale, Andrea Taddei, amministratore delegato, Fabio Cardani, export area manager e Valerio Ruggeri, responsabile ufficio tecnico (foto Bossong)
Il team di Bossong presente all’evento. Da sinistra, Giovanni Pinna, resp. vendite Centro-Sud Italia, Aurelio Ambrosini, resp. vendite Nord Italia, Michele Taddei, direttore commerciale, Andrea Taddei, amministratore delegato, Fabio Cardani, export area manager e Valerio Ruggeri, responsabile ufficio tecnico (foto Bossong)
Michele Taddei
Michele Taddei

«Proprio per questo abbiamo deciso di lanciare nel sito di Expo gli ancoranti di nuova generazione, quelli in grado di garantire significative performance anche in ambienti estremi. La particolare attenzione di Bossong alla sicurezza in ambienti difficili o estremi ha portato, infatti, l’azienda a sperimentare installazioni e applicazioni di prodotti di fissaggio chimico in particolari situazioni». Michele Taddei, direttore commerciale Bossong

D’altra parte la sperimentazione, la ricerca e lo sviluppo fanno parte del dna di Bossong. L’azienda, tedesca di nascita, fin dal dopoguerra ha sempre prodotto chiodi e chiodatrici per fissaggio a sparo e poi, una volta divenuta italiana ha aggiunto la produzione di ancoranti meccanici.

Andrea Taddei
Andrea Taddei

«Ma è grazie all’intuizione del suo fondatore italiano Luciano Taddei, nostro padre, che negli anni novanta Bossong ha rivolto una particolare attenzione verso la chimica e le resine per il fissaggio nel mondo dell’edilizia sono diventate il core business dell’azienda che oggi conta 50 addetti». Andrea Taddei, amministratore delegato Bossong

 

Poly_sfUn core che impone continui upload per operare in ottemperanza delle normative internazionali. Proprio di recente,il prodotto Bcr Poly Sf, utile, ad esempio, nella posa delle facciate ventilate, ha ottenuto un nuovo Eta. Seguendo la politica aziendale di miglioramento continuo, il prodotto è stato recentemente qualificato anche per calcestruzzo in accordo all’Etag-001 parte 5. Questa nuova marcatura Ce si va ad affiancare all’esistente qualifica per muratura in accordo all’Etag 029 in modo da rendere il prodotto Bcr Poly Sf il più “universale” possibile. I punti salienti della nuova marcatura sono i seguenti:

  • Qualifica per calcestruzzo non fessurato (opzione 7);
  • Diametri M8, M10, M12, M16;
  • Profondità di posa variabile;
  • Massima profondità di posa pari a 20 volte il diametro nominale della barra;
  • Utilizzo in categoria 1: calcestruzzo asciutto e umido;
  • Temperatura di esercizio: -40°C/+50°C con temperatura massima di lungo periodo di +40°C.

04_EB_Epoxy21_A4_10-2015_IT_low copiaMa le novità in casa Bossong non sono finite, l’azienda è pronta a lanciare i prodotti più innovativi, in grado di offrire soluzioni performanti per fissaggi “estremi”, ovvero in zona sismica, in condizioni di temperatura molto alta o molto bassa e per fissaggi sottomarini.

Uno di questi prodotti è  Epoxy 21, la resina epossidica pura testata per fissaggi strutturali in zona di grande sismicità C2 (categoria in cui il territorio italiano ricade quasi completamente). Come spiega l’ingegner Ruggeri, responsabile dell’ufficio tecnico dell’azienda di Grassobbio (BG).

Valerio Ruggeri
Valerio Ruggeri

«Bossong, che ha sempre a cuore la progettazione sicura delle costruzioni, ha attuato, secondo i criteri dell’Etag-001 Annex E, la qualifica europea dell’ancorante chimico Epoxy 21 in zona sismica in categoria C2, idoneo per applicazioni strutturali e non strutturali e per tutti i livelli di sismicità». Valerio Ruggeri, responsabile ufficio tecnico Bossong

 

V-plusUn’altra resina oggetto dell’ancoraggio estremo, come ha spiegato Valerio Ruggeri all’incontro che ha avuto luogo nel Padiglione Italia, è V-Plus un prodotto vinilestere senza stirene bi-componente per carichi pesanti per fissaggi in calcestruzzo muratura piena, laterizi forati e legno.

05_EB_Tropical_A4_10-2015_Arabo_low copiaDi questo vinilestere, Bossong ha formulato due varianti, la versione per le altissime temperature e quella per le bassissime temperature.
Per temperature fino a +50°C, Bossong ha immesso nel mercato V-Plus Tropical che ha ottenuto Eta-09/0140 Opzione 7 per calcestruzzo non fessurato e Opzione 1 per installazione in calcestruzzo fessurato per barre filettate standard.
V-Plus Tropical ha pure un European Technical Assessment Eta-09/0246 per Barre ad aderenza migliorata per connessioni post-installate in calcestruzzo armato.

v-plus winterL’ancorante chimico per le basse temperature, si chiama, invece, V-Plus Winter che, con doppia certificazione Eta-Ce, è una formulazione speciale per applicazioni nel periodo invernale fino a -20°C di temperatura ambiente. E i tempi di posa in opera sono ridotti anche a basse temperature.
V-Plus Winter è marcato Eta-09/0140 Opzione 7 da M8 a M24 per calcestruzzo non fessurato e Opzione 1 per installazioni in calcestruzzo fessurato  con barre da M10 a M20. Il prodotto è omologato per fissaggi con profondità variabile di ancoraggio, per dare al progettista un’elevata flessibilità.

Un particolare test è stato realizzato sul Monte Bianco per l’applicazione di un ricevitore gps.

Applicazione di un terminale gps sul Monte Bianco (foto Bossong)
Applicazione di un terminale gps sul Monte Bianco (foto Bossong)

Entrambi gli ancoraggi V-Plus ed Epoxy 21 sono stati testati per fissaggi underwater (sottomarini) certificati con prove di estrazione in situ con una equipe specializzati per lavori in ambiente marino e portuale a Marsiglia.

06_EB_UnderWater_A4_10-2015_IT_low«L’oggetto del test sottomarino è la verifica della possibilità di garanzia delle performance di tenuta chimica in ambiente subacqueo di alcune cartucce di resina Bossong vinilestere ed epossidica – ha continuato Ruggeri -. Abbiamo proceduto alla definizione di una procedura di posa in collaborazione con Società che effettuano lavorazioni sottomarine integrando le loro esigente a quelle della normativa Etag per ancoraggi in ambiente secco, umido e con foro allagato. I test sono stati condotti presso l’Istituto Nazionale della subacquea professionale di Marsiglia per beneficiare delle risorse, le capacità e le competenze della Inpp. Anche l’aspetto della perforazione subacquea è stato affrontato e studiato al fine di inserirlo nelle procedure di prova con tutte le specifiche del caso. Il principio fondamentale del test è stata la convalida della procedura di installazione e ottimizzazione del tempo di esposizione per le procedure di impostazione identificando l’hardware appropriato. Sono stati raccolti dati base per confrontarli con i dati di configurazione standard esposti nell’Eta (European Technical Assessment, valutazione tecnica europea). Alla fine siamo riusciti a redigere un protocollo di prova per fissaggio di resine in ambiente subacqueo con prove di pull-out che hanno dato ottimi risultati».

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