Arredobagno. Tendenze, prospettive e opportunità

Da sinistra: Sofia Gioia Vedani, Andrea Castrignano, Daniela Baldo, Regina De Albertis, Paolo Pastorino e Gabriele Cartasegna (foto fm)

Ci sono più di 80mila bagni nelle quasi 52mila nuove abitazioni in Italia. Per ciò che riguarda le compravendite, nel 2018 ne sono state registrate più di 578mila che portano a pensare una presenza di bagni di sole 40mila unità sotto il milione e per il 40% di essi si ipotizza la necessità di rinnovo. Poi ci sono le ipotesi di ristrutturazione dei bagni sullo stock residenziale esistente che fanno lievitare il numero a più di 1.6 milioni. A questi vanno aggiunti, ad esempio, quelli del settore ricettivo che conta più di 9mila bagni costruiti o ristrutturati negli alberghi negli ultimi 18 mesi.

(foto Fla)

Introdotto da Roberto Cartasegna, responsabile di Assobagno, associazione che, riunendo i principali produttori italiani di arredo bagno fa capo a FederlegnoArredo e con essa a Confindustria, Paolo Pastorino, presidente di Assobagno ha scattato, all’evento associativo patrocinato da Regione Lombardia – che ha avuto luogo nel Belvedere E.Jannacci del 31esimo piano del milanese Palazzo Pirelli – la fotografia del mercato italiano.

Paolo Pastorino, presidente Assobagno (foro Brain Drain)

«La stanza da bagno sta diventando sempre più un ambiente chiave sia nei progetti immobiliari residenziali, dallo sviluppo di grandi masterplan alla ristrutturazione delle singole abitazioni sia nella riqualificazione di un settore alberghiero che sta facendo del wellness un fortissimo argomento di vendita e di valorizzazione della propria offerta sui mercati internazionali». Paolo Pastorino, presidente Assobagno

 

Un settore dinamico quello dell’arredobagno, costituito da quasi 400 industrie produttrici per circa 20mila addetti, con un giro di affari annuo di oltre 2,7 miliardi di euro di cui il 47% destinato ai mercati esteri. Una filiera composta da operatori per lo più specializzati – circa il 71% della loro produzione complessiva è destinato all’arredobagno – con una presenza consolidata sul mercato (nel 67% dei casi da più di 20 anni), una dimensione media aziendale di 47 dipendenti e un giro d’affari medio pari a 11,3 milioni di euro. Per la chiusura del 2019 si prevede un aumento delle vendite per il mercato estero, mentre l’andamento delle vendite Italia sarà simile al 2018.

Gabriele Cartasegna, responsabile di Assobagno (foto di Brain Drain)

Sempre Roberto Cartasegna ha moderato la tavola rotonda incentrata in particolare sul settore residenziale e sull’hotellerie, con un confronto su tendenze, prospettive e opportunità del settore viste da diversi interlocutori e opinion leaders della filiera: Daniela Baldo, chief operating officer Studio Marco Piva, Andrea Castrignano, interior designer, Regina De Albertis, presidente Ance Giovani e Sofia Gioia Vedani, consigliere Associazione Italiana Confindustria Alberghi.

 

Daniela Baldo (foto di Brain Drain)

Materiale, leggerezza, innovazione, flessibilità trasparenza, sostenibilità, benessere e ricerca sono gli 8 pilastri su cui si basa la progettazione del bagno dello Studio Marco Piva che, come raccontato da Daniela Baldo, partner e chief operating officer dello Studio, vede questo ambiente come spazio armonioso in cui la ricerca di materiali, l’utilizzo dell’illuminazione, la presenza (non eccessiva) di tecnologia, l’attenzione ai dettagli concorrono a creare un’atmosfera rilassante in cui provare sensazioni positive.
E questo in qualsiasi parte del mondo, considerando che nella progettazione si devono considerare gli usi, le abitudini, le tradizioni e anche i “limiti” proprii di ciascuna popolazione.

Andrea Castrignano foto di Brain Drain)

L’interior designer Andrea Castrignano, che ha fatto del taylor made la sua linea filosofica, ha mostrato una carrellata di progetti realizzati, evidenziando (con la comparazione prima/dopo) come un’attenta progettazione e l’uso di materiali, sistemi e prodotti adeguati possano valorizzare anche ambienti bagno molto piccoli, mal tagliati o poco luminosi. Nei tanti anni di esperienza, accompagnati anche da programmi tv che hanno contribuito a diffondere massivamente la cultura progettuale degli interni, però Castrignano ha rilevato che talvolta le scelte progettuali, condivise con il committente, trovano un ostacolo realizzativo negli applicatori e non solo per il loro desiderio di sostituirsi al progettista nella proposta di soluzioni alternative a quelle di progetto, ma anche per la presenza, nel comparto (ma non solo), di operatori non specializzati.

(foto di Brain Drain)

Certo, è necessario formare sempre di più e sempre meglio la manodopera, come è importante che i progettisti verifichino la funzionalità e non solo la resa estetica dei loro progetti, ma il vero punto focale è quello dell’integrazione degli attori della filiera. Ne è convinta la presidente dei Giovani Ance, Regina De Albertis, ingegnere impegnata nell’impresa di costruzione e sviluppo immobiliare Borio Mangiarotti, che da tempo sostiene la necessità di una “filiera connessa” in cui tutti gli operatori, interagendo, concorrano al buon risultato dell’opera, di qualsiasi scala. Dal complesso urbano al bagno di un appartamento, è necessario che ciascun anello della catena, dal progettista al costruttore, dal produttore al rivenditore, sia messo “a sistema” e adesso, con il Bim, questo dialogo è facilitato.

(foto di Brain Drain)

In rappresentanza degli operatori delle strutture ricettive, ma in realtà nella doppia veste di committente e progettista Sofia Gioia Vedani, architetto e amministratore delegato di Planetaria Hotels, oltre che consigliere Associazione Italiana Confindustria Alberghi, ha raccontato come si è arrivati a progettare le Naked Room, camere spogliate di fronzoli e orpelli, anzi spogliate anche di armadi e divani  ritenuti ormai non necessari per i turisti contemporanei. Affrontando il tema dell’ibridazione degli spazi, ha evidenziato come gli elementi di arredo siano diventati polifunzionali e non si avverta più la necessità di una compartimentazione netta tra la camera e il bagno. Anzi, gli ambienti, se ben pensati e con l’utilizzo di materiali adeguati e, talvolta, inusuali, rompendo la geometria preordinata, diventano un unico spazio tra zona riposo e zona wellness, esaltando, anche grazie alla scelta dei materiali, la sensazione di benessere.

Questo il “primo giro di tavolo”. Sollecitati da Cartasegna, i relatori hanno poi toccato i temi dell’accessibilità nel bagno, dell’ormai un po’ démodé total look, dell’idea che le aziende dovrebbero essere più inclini alla customizzazione per consentire una maggiore flessibilità nelle realizzazioni e della smart toilet che in Cina e in Usa ha avuto successo ma che in Italia trova ancora delle resistenze. Si è riaperto il tema della formazione, della specializzazione delle maestranze e del ruolo del posatore nella realizzazione del progetto e quello della necessità di lavorare in squadra. Poi l’attenzione si è spostata sull’importanza delle relazioni e su come gli eventi fieristici costituiscano un loro veicolo importante, così come importante è la comunicazione, anche quella social che però per essere proficua dovrebbe essere affidata a terzi perché non sia autoreferenziale.

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