Anit. In italia meglio l’estetica della sostenibilità ambientale

Da Anit riceviamo una nota che qui di seguito pubblichiamo.

Ogni provvedimento che in qualche modo sia mirato a sollevare un settore in crisi o migliorare i nostri edifici è sicuramente un ottimo obiettivo da perseguire, tuttavia dovrebbero esserci delle priorità, non solo per una politica nazionale, ma anche perché abbiamo degli obblighi nei confronti dell’Europa e del mondo.

A causa dei cambiamenti climatici che sperimentiamo tutti i giorni, la riduzione delle emissioni inquinanti e di conseguenza i consumi energetici dei nostri edifici, che sono responsabili di circa il 40% del totale dell’energia consumata è una necessità impellente che non può essere messa allo stesso livello rispetto all’abbellimento e all’estetica. Lo stesso discorso vale anche per la sicurezza.
Eppure, in Italia sarà dato lo stesso incentivo a lavori di semplice tinteggiatura/pulitura e ad interventi di riqualificazione energetica o antisismica, come previsto dall’art. 25 nella legge di Bilancio 2020 – Bonus Facciate.

Il problema principale di questo bonus è proprio l’opportunità di incentivare interventi meramente estetici su edifici che avrebbero necessità innanzitutto di riqualificazione energetica e messa in sicurezza. Se da un lato questa possibilità, data sulle zone urbanistiche A e B, avrà come effetto quello di “abbellire” quasi il 60% della città di Milano, dall’altro ridurrà drasticamente la possibilità di interventi di efficientamento energetico. La limitazione a determinati immobili non può dipendere dalle zone urbanistiche ma dovrebbe dipendere dalla tipologia di edificio. Ci sono immobili in cui non è possibile realizzare interventi di isolamento o non è sostenibile, come gli edifici storici e tutelati. Garantire la possibilità di detrazione per interventi su questi edifici, a prescindere dall’efficientamento energetico, è un’ottima opportunità, ma questo non può valere per tutti gli immobili nelle zone A e B delle nostre città, che comprendono fabbricati di varia epoca e non necessariamente con caratteristiche artistiche di rilevanza.

L’intervento di efficienza energetica è più complesso rispetto a uno meramente estetico pertanto dare la stesso incentivo a entrambi gli interventi comporta il rischio che i cittadini e famiglie preferiranno migliorare l’estetica che non l’efficienza energetica. Già oggi, malgrado gli obblighi di legge, ci sono ancora tanti interventi in facciata in cui non vengono rispettate le prescrizioni di Legge e di conseguenza non si isola termicamente. Quindi, incentivare la delibera di lavori puramente estetici significa perdere una ottima occasione per una riqualificazione energetica su strutture su cui non verranno eseguiti altri interventi per moltissimi anni; Ciò comporta che questi edifici non contribuiranno alla lotta ai cambiamenti climatici, sebbene tutti i piani nazionali (es. il Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima al 2030 e la Strategia di riduzione a lungo termine delle emissioni di CO2) affermino il contrario.
La lotta ai cambiamenti climatici è un urgenza dei nostri tempi ma va fatta con strumenti efficaci, altrimenti diventa solo uno slogan senza fondamenti tecnici a sostegno dell’economia verde.

Aipe – Associazione Italiana Polistirene Espanso,  Anpe – Associazione Nazionale Poliuretano Espanso rigido, Consorzio Cortexa, Coordinamento Free – Fonti Rinnovabili ed Efficienza Energetica, Fivra – Fabbriche Isolanti Vetro e Roccia Associate, Kyotoclub, Legambiente, Renovate Italy e Rete Irene si rendono disponibili a una collaborazione per l’elaborazione di un documento condiviso da tutti gli interessati e gli esperti sul tema della sostenibilità ambientale in edilizia

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