Frigerio Design Group. Nuova Stazione Elettrica Terna a Capri

La ricerca compositiva per il progetto architettonico della Stazione Elettrica a Terna (Capri) progettata da Frigerio Design Group è consistita nella meditata invenzione di un’alternativa: sostituire all’immagine “dura” del complesso industriale dell’opera un’identità capace di porre il complesso in armonia con l’ambiente nel quale si inserisce, minimizzando l’impatto visivo e valorizzandone l’immagine complessiva. Il contesto è stato esplorato, esaminato, respirato, alla ricerca di tutti gli elementi che lo caratterizzano. La ricerca formale non si è rivolta a imitare la natura o a mimetizzare il manufatto, ma a interpretare l’ambiente mettendo in relazione il complesso con la sua personalità e qualità architettonica. Le parole d’ordine sono state: contesto, qualità, dettaglio, funzionalità, tempi, e costi; scopo ultimo, esprimere una sensibilità contemporanea allo straordinario profilo del sito e promuovere una nuova cultura imprenditoriale di gestione dell’energia elettrica.

Gradoni calcarei e vegetazione mediterranea: il progetto prende ispirazione dalla matrice naturale dell’area. La planimetria della stazione elettrica viene disegnata dall’orografia del terreno, i gradoni calcarei che salgono da Marina Grande diventano muri di contenimento o edifici, mentre la vegetazione occupa in modo spontaneo gli spazi vuoti e mitiga i volumi minimizzando l’impatto visivo. Geometrie e colori sono ripresi dal luogo e vengono reinterpretati nei materiali e nei dettagli, per conservare la stessa ricchezza e vibrazione di luce. La scelta di utilizzare le cromie del sito, consente di ottenere un impatto visivo più “dolce” ed integrato; l’intervento edilizio si lega così alla natura diventandone contrappunto per ottimizzare l’impatto ambientale senza rinunciare alla propria identità.


L’architettura proposta per la Stazione Elettrica si è posta l’obiettivo di modificare l’immagine impiantistica e tecnologica del complesso, a favore di una differente dignità estetica. Pur conservando un carattere industriale, si è operato sulla qualità dei dettagli, realizzati con materiali ordinari, ma arricchiti con particolari di finitura e di montaggio.
Per la costruzione si è ricorso all’uso della prefabbricazione sia pesante che leggera, con il preciso scopo di semplificare il cantiere e ridurre i tempi di costruzione e i costi.
Attraverso un’elaborazione geometrica si è ottenuta un’astrazione formale trapezoidale di base, DNA con cui comporre i vari elementi per la finitura architettonica del complesso e definirne la sua personalità. E così i pannelli, di forma trapezoidale, sono realizzati con cassero “master”, sul cui fondo vengono predisposte le placche in ottone di dimensioni contenute e dotate di opportune zanche in modo da rimanere ammorsate in solido nel getto del pannello. Montati sopra o sotto, le geometrie sui differenti pannelli creano nell’insieme composizioni variabili.
Parapetti, cancelli, schermi e recinzioni, invece, sono realizzati in pannelli modulari in lamiera di ottone brunito, montata su dei telai; la lamiera è lavorata con macchine a controllo numerico. Il disegno delle lamiere replica quello dei pannelli in cemento, invertendo l’effetto percettivo in quanto predominano i vuoti che li rendono permeabili alla vista. Gli scarti delle lavorazioni costituiscono le placche da inserire nei pannelli di calcestruzzo, in modo da impiegare tutto il materiale.

Il verde è la seconda matrice naturale a cui si ispira il progetto. Una vegetazione tipica appartenente all’ecosistema, che privilegia l’uso di arbusti e piante sempreverdi per garantire l’effetto di mitigazione costante nell’arco dell’anno e ridurre gli interventi di manutenzione. A nord si trovano lecci, corbezzoli e carrubbi, che con la loro altezza schermano bene gli impianti, e gli alberi di roverella preesistenti, conservati e ripuliti dal secco e dalle infestanti che li avevano ricoperti. A ridosso dei muri di contenimento e in alcune vasche predisposte, si trovano alanterno, rosmarino, mirto tarantino, lentisco, euforbia e litodora; in alcuni punti particolari, le agavi, con lo scopo di impedire il passaggio. Le vasche di verde sono completate con delle erbacee autoctone a saturare tutti gli spazi aggiungendo colore al verde. Le vasche di verde, così come le nuove piantumazioni, sono dotate di impianto di irrigazione ad ala gocciolante o irrigazione sub-radicale in modo da ottimizzare l’uso dell’acqua senza sprechi. Il progetto del verde è stato pensato per azzerare le manutenzioni: dopo un primo periodo di assestamento, procederà con una crescita autonoma.

Il tema della luce ha avuto una particolare importanza perché riferito alle problematiche dell’inquinamento luminoso e alla legislazione corrente in materia.
Vista la particolare condizione paesaggistica, si è deciso di intervenire con un progetto di luce che posiziona i corpi illuminanti in modo da non vedere la sorgente luminosa, utilizzando dei corpi illuminanti con parabole del tipo cut-off e con tecnologia LED, per ridurre consumi e manutenzioni.
Un’illuminazione scenografica è stata posta tra il parapetto e i muri illuminando verso l’alto per evidenziare le lamiere forate e, verso il basso, i muri, creando una suggestiva visione notturna del nuovo “cuore”, sensibile al paesaggio, che alimenta tutta l’isola di Capri.

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