Cinque modi per immaginare la Milano di domani

Render del progetto immaginato dal team Embt (foto Comune di Milano)

Verde pubblico, housing sociale e mobilità sostenibile, ecco i punti chiave dello sviluppo di sette ex scali ferroviari di Milano immaginato da cinque studi internazionali di architettura: Embt (guidato da Benedetta Tagliabue), Mecanoo (Francine Houben), studio Sba (Stefano Boeri), Mad Architects (Ma Yansong) e Cza (Cino Zucchi).

TEAM MEACANOO

Render del progetto immaginato dal team Mecanoo (foto Comune di Milano)

Ripensare gli scali ferroviari come catalizzatori di vita sostenibile: gli scali vengono pensati come hub multimodali e luoghi in cui tutte le generazioni possano vivere, lavorare e incontrarsi, collegati tramite mezzi di trasporto pubblico e tramite una rete capillare di piste ciclabili e percorsi verdi, non solo a livello locale ma anche a scala regionale. Gli scali saranno i catalizzatori di una radicale trasformazione a Milano, creando la città circolare e sostenibile del futuro, una città fondata sulla connettività di persone, di spazi, di opportunità e di ambizioni.

 

TEAM MAD

La visione progettuale elaborata dallo studio ha preso in analisi i sette siti oggetto dello studio, concependo un nuovo inizio per le aree che verranno poste al servizio della cittadinanza, dei quartieri limitrofi e dell’intera realtà metropolitana.

Nasce così la città delle connessioni, un sistema che prende in considerazione l’importanza della ricucitura del contesto urbano attraverso una mobilità sostenibile che parte dalla piccola scala: piste ciclabili, percorsi cittadini, filari alberati e aree a traffico limitato, per giungere a sistemi di più ampia portata, come reti di trasporto infrastrutturale ed a lunga percorrenza. Queste due reti di mobilità fino ad ora disconnesse, si integrano, superando mediante attraversamenti pedonali, carrabili, e soprattutto di trasporto pubblico, la cesura che nel contesto odierno rappresentano gli ex scali ferroviari.

Render del progetto immaginato dal team Mad (foto Comune di Milano)

Non solo città delle connessioni ma anche città del verde per elevare la qualità della vita delle persone, e per promuovere un abitare meno denso e oppressivo, che sappia relazionarsi con la biodiversità del contesto naturale che lambisce i limiti urbani. Ancora città del vivere che crea e riutilizza gli spazi pubblici, riportandoli a una scala umana e pienamente fruibile. Città della cultura per elevare l’educazione civica e morale delle persone, e per costruire un contesto innovativo e multiculturale congeniale alle sfide del vivere odierno, realizzando un sistema di relazioni tra le diverse entità formative ed educative esistenti. Infine città dell’economia e delle risorse sia per potenziare l’offerta lavorativa esistente, sia per creare nuove occasioni di sperimentazione e progettualità, fornendo ai giovani la possibilità di esprimersi, favorendo un contesto urbano competitivo che si relaziona con le principali capitali europee.

TEAM CZA

Gli spazi riformati degli scali ferroviari aprono nuovi nessi tra la dimensione della città estesa e quella dei quartieri, riconnettono tra loro parti di città oggi separate, ospitando nuovi servizi e nuovi spazi aperti di grande qualità ambientale; spazi verdi capaci di creare una nuova dimensione conviviale e di riattivare la rete di percorsi che innervano il territorio agricolo ancora esistente, creando nuove reti ecologiche nella città.

Render del progetto immaginato dal team Cza (foto Comune di Milano)

Le configurazioni urbane proposte creano luoghi diversi per scala e carattere all’interno di un paesaggio urbano policentrico. Lo scalo Farini diventa un grande parco dai percorsi sinuosi con passerelle pedonali che scavalcano la ferrovia, Porta Romana un vasto prato in pendenza aperto verso la Fondazione Prada e una piazza-mercato tra la stazione ferroviaria e il capolinea dei bus, Lambrate un grande «crescent» verde.

TEAM SBA

Render del progetto immaginato dal team Sba (foto Comune di Milano)

Il Fiume Verde è un progetto di riforestazione urbana che Stefano Boeri Architetti che mira a realizzare sul 90% dei sette scali, un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, frutteti e giardini a uso pubblico legati tra loro da corridoi verdi e ciclabili realizzati sulle fasce di rispetto dei binari ferroviari. Nel rimanente 10% si potranno costruire bordi urbani ad alta densità in grado di ospitare le attività che oggi mancano nei quartieri di Milano: residenze e spazi di studio/laboratori per i giovani, ma anche servizi culturali e di assistenza al cittadino oltre che edilizia sociale e di mercato. Un sistema di architetture, luoghi pubblici e torri metropolitane verdi, caratterizzato da un’altissima varietà nei modi di abitare e dalla commistione delle funzioni. Il Fiume Verde attraverserà ad anello il corpo urbano di Milano, a metà strada tra le espansioni di fine ‘800, i Corpi santi e le prime periferie del ‘900 e ospiterà al suo interno un anello per la mobilità pubblica e un’infrastruttura metropolitana per l’uso a fini geotermici delle acque di falda.

TEAM EMBDT

La vision del Team Embt è un manifesto della Milano del prossimo futuro, cioè “un documento partecipato, frutto di un primo gesto rituale; agile e comunitario”. L’acqua darà continuità alla vision e sarà veicolo per l’intero processo di rigenerazione: sarà l’elemento che riconnetterà città, natura e storia e renderà il contesto urbano un luogo più confortevole e felice. Ognuna delle aree avrà una propria Identità, poiché a esse sarà dato un nuovo nome, dove il termine “Scalo” affiancherà una parola chiave che ne identifichi la vocazione specifica.

Farini sarà lo Scalo dell’Acqua: qui i tracciati del Naviglio preesistente permetteranno di disegnare nuovi canali. Porta Genova sarà lo Scalo della Creatività, perché accoglierà attività legate ai Navigli, alla Darsena e al quartiere Tortona. Nuovi spazi espositivi, intrecciati con spazi dedicati agli imprenditori emergenti e a residenze, metteranno in evidenza il rapporto di quest’area con il design e la moda. San Cristoforo sarà lo Scalo dell’Agricoltura: qui un grande giardino botanico svolgerà un’importante funzione didattica.

Render del progetto immaginato dal team Embt (foto Comune di Milano)

Lo Scalo di Greco – Breda sarà invece un sorprendente centro attrattivo e ludico con passerelle pedonali a diverse quote che diventeranno installazioni luminose a grande scala, con spettacoli temporanei e permanenti dell’arte delle luminarie. Porta Romana diventerà lo Scalo dell’Innovazione incentivando la proiezione di quest’area a futuro dei giovani e della città, mentre Rogoredo sarà lo Scalo dei Giovani che avranno diverse possibilità di incontro e saranno invitati ad esprimersi per creare cose nuove e positive. Lambrate, infine, sarà lo Scalo del Design e fornirà gli spazi a iniziative cittadine, di associazioni e dell’amministrazione comunale.

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